Volatilità dei Mercati

Ogni sottostante trattato al mercato ha delle continue oscillazioni di prezzo e questo è normale. Ma quando invece ci sono delle grandi oscillazioni che vanno aldilà di quelle abituali, soprattutto in tempi molto brevi, allora abbiamo la volatilità.

Volatilità dei Mercati
Volatilità dei Mercati

Volatilità: Definizione

In poche parole essa è un periodo di turbolenza finanziaria, in cui i prezzi salgono e/o scendono al di fuori di una apparente logica, ma sempre e solo in un tempo ridotto.

Ci sono molte teorie che tentano di spiegare i motivi per cui essa si manifesta; molti analisti credono sia generata da uno squilibrio nel mercato dovuto ad una sola direzione presa da esso (tutti quanti i traders fanno la stessa cosa: tutti vendono oppure tutti comprano).

Altri ritengono sia in qualche modo voluta dai grandi investitori istituzionali che, con i loro grossi ordini, spostano l’equilibrio del mercato.

C’è chi addita le operazioni veloci dei daytrader, cioè i venditori allo scoperto.

E’ molto logico pensare che essa sia dovuta alle importanti notizie macroeconomiche del mondo economico e politico; e di fatti basta osservare un grafico nell’attimo del fatidico annuncio per veder esplodere i prezzi e la relativa calma.

Qualunque sia la causa che la genera, la volatilità è una realtà con la quale, se vogliamo fare trading, dobbiamo imparare a convivere, senza che essa getti per aria tutti i nostri guadagni o peggio ancora una parte, se non tutto, il nostro capitale.

Tipologie di Volatilità

Esistono due tipi di volatilità; quella storica e quella implicita.

La volatilità storica è una stima fatta sulla volatilità di un certo sottostante, osservando l’andamento della stessa nel tempo, ed aspettandosi che essa si manifesti nel futuro prossimo così come ha già fatto in passato.

Quella implicita invece si basa sulla determinazione della volatilità facendo riferimento ai prezzi di mercato delle opzioni di quel determinato sottostante.

Volatilità ed Indice VIX

Quando si parla di volatilità si fa anche spesso riferimento all’indice VIX.

Creato nel 1933 dal Chicago Board Options Exchange (CBOE), viene usato per fornire una stima della volatilità dell’indice S&P500 nei prossimi 30 giorni, nel mercato azionario statunitense.

Volatilità e previsioni

Essendo comunque presente nel mercato, la volatilità viene usata come indicatore per misurare l’incertezza dei profitti su un investimento in un determinato periodo di tempo, o molto più semplicemente è il potenziale d’oscillazione dei prezzi di un sottostante.

Più alta sarà la volatilità, più i rendimenti dell’investimento saranno lontani dal valore medio abituale.

Ovviamente trovandoci di fronte a piccole oscillazioni, segnale di una volatilità bassa, troveremo i nostri rendimenti più consoni ai valori aspettati.

Di norma viene espressa su base annua, ma può riferirsi a più orizzonti temporali, in base all’operatività di un trader, molti dei quali studiano la volatilità di un asset su un termine medio-lungo (settimanale, mensile, ma anche solo giornaliero).

Di solito per volatilità giornaliera viene calcolato il prezzo minimo e quello massimo di oscillazione; ma si può ben intendere che un unico valore non può dare una stima convincente, motivo per cui di solito viene calcolata la media di almeno 14 sessioni di trading.

Non a caso, per il calcolo di questa stima, viene infatti utilizzato un indicatore, chiamato ATR (Average True Range) impostato a 14 periodi.

La volatilità quindi aiuta nel prevedere le fluttuazioni di prezzo future, riferite ad un determinato periodo di tempo di nostro interesse.

Essa tuttavia non è uguale per tutti gli strumenti finanziari. Parlando di azioni, ad esempio, il settore farmaceutico o quello energetico hanno dei valori storicamente più alti di volatilità con medie che raggiungono anche il 35%.

Un indice azionario ha volatilità inferiore rispetto ad un singolo titolo, e normalmente a mercati altamente volatili corrispondono anche alti volumi di trading.

E questo magari potrebbe anche sembrare un controsenso, almeno per i trader meno esperti.

Rischi e opportunità

Abbiamo infatti detto che nei momenti di volatilità si corre il rischio di veder volare via tutti i profitti se non addirittura il proprio capitale, e questo è vero, specie se ci si lascia prendere dalla paura e si esce dal mercato.

Ma è anche vero che molti dei più grandi affari sono stati fatti proprio durante alti momenti di volatilità.

Dipende tutto da noi e da quello che stiamo facendo.  La volatilità è qualcosa di inevitabile e perdere il controllo facendosi controllare dalla paura non serve a nulla.

Se stiamo usando una bassa leva ed abbiamo un investimento a lungo termine dovremmo aspettare che passi la volatilità e che il prezzo torni ad assestarsi intorno alla sua media.

I trader meno esperti invece dovrebbero studiare la volatilità del sottostante su cui intendono operare, in modo da poter generare una buona strategia d’attacco, ma soprattutto di difesa.