Trading: Quando Comprare e Quando Vendere

Scambiare valute nel forex può essere molto redditizio a patto di conoscere i momenti più vantaggiosi per tradare comprando e vendendo. Dunque premessa una perfetta padronanza dei mercati e delle tecniche per fare fx, un altro punto focale che può fare la differenza è rappresentato dalla capacità di comprendere i momenti propizi in cui aprire o chiudere una posizione.

Ciò vuol dire che identificare i frangenti favorevoli in cui transare in borsa può determinare il successo dell’operazione.

A volte si ritarda l’acquisto o la cessione di coppie valutarie perdendo parte dei guadagni, oppure si agisce troppo in anticipo riducendo, anche in questo caso, le opportunità di fare profitto.

Vendere e comprare trading
Compravendita profittevole nel forex

Come si fa dunque a capire quale sia il cosiddetto momentum?

Premesso che non esistono formule segrete per prevedere esattamente l’andamento dei mercati, analizzeremo un indicatore ad alta affidabilità non a caso adottato da molti traders.

Magari hai già individuato quali sono gli orari migliori per fare trading, ma questo non basta.

Occorre a tal punto adoperare una valida tecnica che vada oltre le proprie sensazioni, dettate esclusivamente dall’istinto.

Nello specifico ci stiamo riferendo ad una sorta di segnale spia che evidenzi le situazioni di ipercomprato o di ipervenduto.

Partiamo da un presupposto: anche l’andamento borsistico nel trading è contraddistinto dalla ciclicità, ovvero, in qualunque direzione si muova una data coppia di valute, prima o poi, per forza di cose, salirà di valore oppure scenderà.

Il punto saliente è determinare la durata del trend avvalendosi di determinati indicatori.

Per spiegarlo in parole povere, si tratta di eseguire una serie di calcoli su prezzi e volumi proprio per intercettare la tendenza di fondo e di conseguenza il momentum ascendente (quello in cui è più indicato acquistare andando log) e il momentum discendente (quando è meglio vendere andando short).

Entrando più nel dettaglio e ricorrendo all’indice di forza relativa RSI (Relative Strength Index), occorrerà confrontare il rapporto tra la quantità di chiusure positive e il numero di chiusure negative in un dato periodo.

In questo modo si potranno prevedere le inversioni di rotta: quando l’indicatore, che oscilla tra valori compresi da 0 a 100, supera livello 70 ci si trova nella condizione di ipervenduto, mentre invece quando scende al di sotto del livello 30 si configurano i requisiti di ipercomprato.

Tenendo ben presente che, quanto più breve è l’intervallo di osservazione, più sensibile diventa l’indicatore.

E fermo restando che il raggiungimento della posizione di ipercomprato o ipervenduto non rappresenta una condizione sufficiente per cedere o acquisire, bensì solo un indizio che, abbinato ad altri segnali ed analisi può delineare un’indicazione valida sul trading e su quando comprare e quando vendere.


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