Trading Forex: i Propositi di Donald Trump

Il magnate Donald Trump, nel corso della sua campagna elettorale come candidato alla casa bianca, dice la sua anche riguardo il mercato delle valute. Ha intenzione infatti di mettere mani, qualora venga eletto, nel settore Forex riducendone l’imposizione fiscale e la burocrazia.

Il Forex secondo Donald Trump

Secondo il suo punto di vista, andrebbero non solo abbassate le tasse ai broker, ma gli intermediari nel campo degli scambi valutari, anche messi nelle condizioni di investire in maniera più semplice.

Tutto ciò al fine di aumentare il numero di operatori che, invece di appoggiarsi ad enti asiatici o europei, saranno incentivati a fondare le proprie basi fisiche e legali negli Stati Uniti.

E nel contempo, porre un freno nei confronti di chi, pur non essendo regolamentato, continua ad accettare depositi.

Trump nelle sue dichiarazioni si spinge oltre, ribadendo la necessità di investire anche nelle scuole di formazione per gli agenti del trading, affinchè gli operatori del settore siano maggiormente preparati e capaci di acquisire nuova clientela.

Le intenzioni di Donald, a suo dire, sono da ricercarsi nel fatto che l’economia statunitense non godrebbe di buona salute; e l’unico modo per contrastare una recessione sempre più probabile è quello di dare uno spazio ancora maggiore di quanto non ci sia già a finanza e mercati valutari.

Il candidato repubblicano coglie infine l’occasione per pubblicizzare un suo libro, affermando che, se i broker forex leggessero il suo libro intitolato “L’Arte di fare affari“, in poco tempo l’America invertirebbe il deficit commerciale non solo con la Cina, ma anche con tutto il resto del il mondo.