Take Profit

Il segreto di un trading di successo può riassumersi nel principio del massimizzare i profitti e minimizzare le perdite; ossia in un buona gestione del proprio capitale.

Chi opera seriamente nel trading passa molto tempo a studiare, calcolare e prevedere i momenti più opportuni per entrare nel mercato, piazzando l’operazione giusta.

Take Profit
Take Profit

E questo è un passo molto importante per avere successo.  Ma è pur vero che è altrettanto importante uscire dal mercato nel momento giusto, in modo da precludere ogni possibilità di perdita e portare a casa un buon guadagno.

E’ a questo che serve il Take Profit, concetto che, insieme allo Stop Loss, è alla base del trading e che tutti noi dobbiamo conoscere se intendiamo lavorare in questo campo.

 

Cos’è il Take Profit

Nel momento in cui si opera nel mercato, aprendo una qualsiasi posizione in acquisto o in vendita, si piazza un Take Profit: un ordine aperto nella direzione contraria a quella della nostra operazione (se operiamo un acquisto il Take Profit è in vendita e viceversa), pari allo stesso volume del bene trattato, ma con un margine di prezzo più alto che rappresenterà il guadagno.

Lo scopo è quello di garantire al trader di conservare il profitto una volta che questo sia stato raggiunto e prima che,  magari, la tendenza cambi nuovamente portando la posizione ad una perdita.

Poniamo il caso di aver acquistato un lotto da 10.000  sulla coppia EUR/USD.

Il Take Profit in questo caso sarebbe di una vendita di un lotto da 10.000 sulla stessa coppia Forex ma, ovviamente, ad un prezzo più alto dell’acquisto; altrimenti non ci sarebbe guadagno.

Ora poniamo il caso che la previsione sia andata bene e che il prezzo si sia mosso nella direzione giusta: bene; non appena il prezzo toccherà il livello scelto precedentemente, ossia il Take Profit, l’operazione si chiuderà automaticamente garantendo il guadagno aspettato.

Allo stesso modo si muove lo Stop Loss, ma con lo scopo di limitare le perdite nel caso l’operazione vada nella direzione contraria alle aspettative.

La possibilità di piazzare il Take Profit (così come lo Stop Loss) permette, una volta aperta la posizione, di poter pensare ad altro, senza dover passare tutto il nostro tempo davanti allo schermo di un computer; perchè siamo sicuri di avere una sentinella che sorveglierà al nostro posto l’operazione in corso.

Il lato negativo delle sentinelle è, però, quello di eseguire solo ed esclusivamente gli ordini; ed anche troppo bene.

Questo può togliere la possibilità di ottenere un guadagno maggiore.

Se dovesse esserci una forte tendenza con un marcato slancio in direzione del nostro guadagno, il Take Profit chiuderà comunque l’operazione una volta raggiunto il livello prefissato, facendo perdere una buona occasione di portare a casa un guadagno maggiore.

Per questo motivo il Take Profit non va piazzato a caso, ma va ragionato con accuratezza in modo da poter essere comunque accettabile anche in quei casi.

Come impostare il Take Profit

In realtà non c’è una vera e propria regola che indichi come impostare il Take Profit; molto dipende dal rischio che ogni trader è disposto a correre.

Non solo; ogni operazione non è mai uguale ad un altra, motivo per cui, per fissare un Take Profit ponderato, bisognerebbe analizzare un’intera serie di situazioni: lo storico dei grafici, l’attuale situazione politico-monetaria dei Paesi interessati.

Tuttavia si può tracciare a grandi linee una buona regola che indichi la strada grazie ai livelli di supporto e resistenza.

Come ben sappiamo, infatti, generalmente il prezzo di un asset, una volta raggiunto uno di questi livelli tende a rimbalzare, come se i supporti e le resistenze fossero dei veri e propri limiti oltre i quali non si può andare.

Per tracciare un supporto, ad esempio, basta individuare almeno due punti minimi di prezzo e tracciare una linea retta che li congiunga.

La stessa cosa dicasi per la resistenza, congiungendo, però, due punti massimi.

A questo punto, se stiamo operando una vendita, bisogna fissare il Take Profit un paio di pips al di sopra del supporto; se invece operiamo in acquisto il consiglio è quello di fissarlo un paio di pips al di sotto della linea di resistenza.

La differenza in pips tra Take Profit e livello di supporto o di resistenza tiene conto dello spread e, in generale,  lo rende più sicuro.

Diversi tipi di Take Profit

Per chi, poi, è più in là con l’esperienza di trading, è bene conoscere anche il Take Profit Parziale o Intermedio oltre a quello totale che abbiamo analizzato fino ad ora.

Parlando di Take Profit Parziale o Intermedio si intende un ordine con diversi livelli di Take Profit, con lo scopo di assicurarsi una parte dei guadagni  nel caso il prezzo dovesse cambiare tutto ad un tratto tendenza, e ridurre la perdita rispetto alla perdita potenziale di un take profit totale.

Questa maggior sicurezza ha però un prezzo: se infatti l’operazione va secondo la previsione iniziale, il guadagno totale è inferiore di quanto lo sarebbe fissando un unico e solo Take Profit Totale.

Questo sistema, quindi, è da utilizzare solo quando la situazione del mercato non è abbastanza chiara ed abbiamo forti dubbi sulla decisione presa, ma non abbastanza da farci desistere comunque di entrare nel mercato.

Analizziamo ora i diversi metodi che esistono per fissare un Take Profit Parziale:

  • Metodo 50/50: consiste nel definire due punti di take profit per liquidare la metà della posizione con il primo take profit e liquidare la seconda metà con il secondo.  Questa strategia di uscita distorce il rapporto rischio/beneficio in quanto solo una parte della posizione porterà ad un buon guadagno. E’ importante fissare Take Profit e Stop Loss al primo ordine per ammortizzare le perdite;
  • Metodo della Tripla Scala: somiglia al precedente con la sola differenza di fissare non due ma ben tre Take Profit dividendo, allo stesso modo, l’operazione in tre lotti. I primi due lotti vengono chiusi man mano che i due Take Profit vengono raggiunti dal prezzo.  Allo stesso modo il trader sposterà lo Stop Loss di volta in volta, rendendo l’operazione, in sostanza, priva di rischi. Il terzo lotto viene liquidato al punto di take profit più alto.  Questo metodo consente di garantire i guadagni e monitorare il mercato allo stesso tempo;
  • Metodo 80/20: più indicato per un mercato volatile che ci rende insicuri dell’andamento del nostro investimento dopo una prima fase di maggior sicurezza.  Si fissa un primo Take Profit a un livello più probabile di resistenza o di supporto, a seconda della posizione in acquisto o vendita scelta.  A questo punto si fissa il secondo Take Profit ad un punto ben lontano dal primo, in quanto comunque le previsioni fanno credere che il mercato, anche se lentamente, arriverà a quel livello. Ma essendo la nostra previsione azzardata, ci mettiamo al sicuro fissando l’80% dell’investimento sul primo Take Profit; ossia su quello sicuro, e solo il restante 20% sul secondo. In questo modo se si raggiunge solo il primo livello l’investimento avrà comunque recuperato un buon guadagno, ma se dovesse raggiungere anche il secondo si otterranno ottimi guadagni grazie alla grande differenza tra prezzo di entrata e prezzo di uscita.

Conclusioni

Usare uno o più Take Profit è una buona strategia di trading che ci permette, come già accennato, prima di tutto di liberarci dall’incombenza di passare ore ed ore davanti ai grafici.

In secondo luogo ci aiuta a gestire al meglio il  rapporto rischio/beneficio insegnandoci, allo stesso tempo, a dominare l’avidità, fissando fin dal principio il limite del nostro guadagno.

Questo molte volte salverà il nostro conto deposito.

Ciò che è importante è fissare Take Profit e Stop Loss con cognizione di causa seguendo delle regole e dei ragionamenti, e non a caso.

Inoltre dobbiamo potenziare il tutto cercando conferme in almeno due indicatori tecnici che diano ragione alle nostre scelte di mercato.


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