Market Maker

Non so quanti di voi si sono mai chiesti come mai in ogni momento della giornata di negoziazione, vi sia sempre pronto un acquirente o un venditore in grado di soddisfare gli ordini.

Per chi, come il sottoscritto, ha lavorato o lavora tutt’ora nel mondo del commercio, è ben risaputo che una volta acquistata una determinata merce, per quanto ottima ed invitante, bisogna sempre trovare il giusto cliente che la voglia comprare ad un certo prezzo e a determinate condizioni.

Market Maker
Market Maker

Lo stesso avviene anche nel caso contrario; ossia nel caso fossimo noi gli acquirenti: occorre cercare il venditore ideale con la giusta merce, cose che non sempre avviene e che in ogni caso richiede tempo.

Nel mondo del trading online invece si può acquistare e vendere nel tempo di un clic ad un prezzo già concordato, e non c’è nessuno che chiede lo sconto: il paradiso dei commercianti!

Bene; se ciò è possibile è solo grazie ai Market Maker, spesso istituzioni (per via della grossa mole di liquidità necessaria) come banche e broker, i quali anche se in quel determinato momento non hanno nessuna richiesta di acquisto e/o di vendita di un determinato prodotto finanziario, sono disposti a comprarlo e/o venderlo da/a tutti i piccoli e grandi traders online.

Market Maker: Cosa Sono

I MM quindi permettono ai mercati finanziari di mantenere una costante liquidità, attraverso i loro continui acquisti e vendite.

E’ grazie a loro che avviene l’incontro tra domanda ed offerta in tempi brevissimi: istantanei direi.

Questo fa sì che i prezzi di negoziazione rimangano tali, senza subire aumenti, e mantiene inoltre un enorme liquidità finanziaria all’interno dei mercati.

In altre parole i Market Maker posseggono l’enorme potere di regolare i flussi nel mercato.

Qualcuno una volta disse che grandi poteri comportano grandi responsabilità; ed allo stesso modo anche il potere detenuto dai MM sui mercati finanziari non è privo di rischi.

Come Operano i Market Maker

I Market Maker corrono grandi rischi di subire perdite finanziarie quando ad esempio acquistano un certo prodotto finanziario ad un prezzo e quest’ultimo perde di valore prima che loro riescano effettivamente a venderlo.

Ed essendo che a causa del compito da loro svolto, detengono un gran numero di strumenti finanziari, il rischio si fa davvero elevato.

Motivo per cui i MM richiedono un compenso in aggiunta a quello che in teoria dovrebbero ricavare dalla semplice compravendita dei prodotti finanziari; ossia lo spread (differenza tra il prezzo Bid ed il prezzo Ask, applicato ad ogni operazione piazzata sul mercato).

Guadagni dei Market Maker

Anche se in realtà si tratta di pochi pips, per il gran numero di operazioni piazzate in essere, lo spread si propone come una bella fetta di guadagno per i MM permettendo loro di coprire anche delle possibili operazioni in perdita.

Pertanto il business del market maker sta nello sfruttare lo spread fra prezzo denaro (a cui è disposto a comprare) e prezzo lettera (a cui è disposto a vendere).

Nel caso in cui ci sono molti market makers in gioco, la concorrenza aumenta e quindi lo spread diminuisce.

I Market Maker non sono tutti dei broker; piuttosto è vero il contrario, ossia che i broker siano tutti (quasi sempre) dei MM.

Questo comporta delle differenze importanti. Partiamo dai MM comuni, ossia di quelle banche, finanziarie o società che prendono in prestito grosse quantità di denaro per soddisfare le varie richieste dei mercati finanziari.

Essi hanno l’obbligo di offrire la continua disponibilità (seppur non illimitata) di acquistare e vendere i titoli sui quali hanno deciso di rischiare offrendoli quindi al trader.

Personalmente mi è successo di veder rifiutati alcuni ordini al mercato, con la giustificazione che il MM aveva teoricamente raggiunto il massimale di rischio su quella determinata operazione, oltre al quale non poteva garantire di poter pagare i guadagni.

Se avessi cliccato anche solo pochi secondi prima il mio ordine sarebbe andato in porto.

Se invece di un MM avessi avuto a che fare con un Dealer, mi sarei visto negare a priori quell’operazione, perchè la direzione del mercato era fin troppo chiara ed infatti tutte le operazioni aperte in quel momento sono andate in pagamento.

Il Dealer a differenza di un MM può sospendere le sue negoziazioni se lo ritiene opportuno.

Quasi tutti i broker operano invece come Market Maker, in quanto questo gli consente di modificare all’occorrenza i prezzi di acquisto e vendita degli strumenti finanziari.

Possiamo scindere i broker  in due tipi diversi:

Dealing Desk, ovvero quelli che operano direttamente sui mercati finanziari basando i guadagni sullo spread, senza applicare commissioni sulle operazioni;

No Dealing Desk: coloro che invece applicano delle commissioni sulle operazioni in quanto non operano direttamente sul mercato.

I broker Market Maker sono Dealing Desk e di fatti offrono dei prezzi sui diversi prodotti finanziari da loro trattati, che si differenziano un po’ dalla realtà, in quanto li modificano per le loro esigenze economiche.

Market Maker: Pro e Contro

Quella di non pagare commissioni, insieme agli spread fissi, possono ritenersi i principali vantaggi nello scegliere un broker MM.

Se a questo aggiungiamo poi una piattaforma di facile utilizzo, un piccolo deposito iniziale e la chiusura automatica delle operazioni quando il saldo è in negativo, ci ritroviamo con un bel piatto servito.

Allo stesso modo, però, vanno tenuti in considerazione anche gli aspetti negativi di questa situazione, ossia gli spread alti ed i prezzi che non corrispondono alla realtà.

Ma soprattutto il blocco dell’operatività della piattaforma, nei momenti in cui essi raggiungono i massimali cui accennavo prima.

E questo è negativo non solo per l’impossibilità di piazzare una buona operazione, ma soprattutto perchè in quel momento il blocco potrebbe essere totale e non ci sarebbe permesso nemmeno chiudere un’operazione già aperta in precedenza e che magari non sta andando secondo le previsioni.