Limite Bitcoin: 21 Milioni

Il 3 gennaio 2009 un uomo geniale che si nasconde dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, immise nella rete il software dei Bitcoin e cambiò il mondo.

Da quel momento ininterrottamente fino ad oggi e, probabilmente fino al 2030 circa, ogni 10 minuti vengono prodotti 12,5 Bitcoin; la più famosa ed usata criptovaluta nel web da utenti di tutto il mondo.

Limite Bitcoin
Limite Bitcoin

La genialità di questo individuo sta proprio nel modo in cui questa moneta è coniata, nei tempi di produzione, nell’inflazione ad essa applicata e nel bisogno di avere al proprio servizio i cosiddetti “minatori”: soggetti che  si occupano di verificare e convalidare le transazioni, cioè i trasferimenti di criptovaluta tra utenti.

Per capire questo concetto dobbiamo fare un passo indietro.

Partiamo prima di tutto dal fatto che la situazione  delle criptovalute, al contrario delle valute classiche come il dollaro o l’euro,  per le quali si può fare solo una stima molto ma molto approssimativa, è ben definita; nel senso che basterebbe andare a controllare i dati che sono pubblici e consultabili da tutti per sapere esattamente quanti Bitcoin sono presenti in ogni preciso momento.

Questo perché l’emissione delle criptovalute è governata da un unico software, di cui si può sapere istante per istante quello che fa, anche se replicato in migliaia di computer sparsi in tutto il mondo.

Parlando nello specifico del Bitcoin, così come accennato all’inizio, queste monete non sono state generate tutte assieme appena acceso il software, altrimenti oggi non varrebbero niente.

La genialità di  Satoshi Nakamoto consiste proprio nel fatto di aver ideato questo programma in modo da generare una certa quantità di criptovalute in un determinato periodo di tempo, e di aver immesso un algoritmo che oltre a gestirne la produzione, gestisce e quantifica anche l’inflazione.

Perchè è grazie all’inflazione (molto bassa) che si generano nuove monete.

Queste nuove monete prodotte servono per pagare i minatori che, come abbiamo detto, si occupano di verificare le transazioni tra gli utenti.

E sono i minatori che immettono nuove monete sul mercato perchè devono sostenere i costi della loro attività (acquisto di hardware specifico, affitto, manodopera e soprattutto bollette elettriche).

In realtà  queste figure professionali hanno un duplice compito: sono garanti della sicurezza delle transazioni e sono coloro che diffondono sul “mercato” la criptovaluta.

Ma questa valuta non sarà prodotta in eterno.

Come accennavo all’inizio, il creatore dei Bitcoin ha già previsto un limite di coniazione: 21 milioni di Bitcoin di cui si prevede la coniazione intorno al 2030.

Giunti a quel livello non ci saranno ulteriori Bitcoin ed i minatori si occuperanno solo di gestire e controllare le varie transazioni, applicando delle piccole commissioni ad ogni operazione.

A questo punto una domanda può sorgere spontanea; ma perchè proprio 21 milioni?

Molto probabilmente l’idea di Nakamoto è stata quella di creare una moneta il cui valore si sarebbe potenziato nel tempo grazie all’aumento della domanda, e che allo stesso tempo fosse rara come l’oro, tanto da meritarsi l’appellativo di “oro digitale”.

E ben si sà che se l’offerta non copre le richieste della domanda, i prezzi salgono.

In realtà esiste una strana coincidenza che riporta il Bitcoin all’oro.

Se infatti si fondesse in un unico blocco tutto l’oro disponibile al mondo, si otterrebbe un cubo con il lato di 21 metri.

Ma non tutte le criptovalute hanno il loro “Max Supply”.

Ve ne sono altre infatti che non hanno limiti o hanno limiti molto diversi.

Giusto per fare un esempio  Ethereum non lo ha, Ripple ha 100 Miliardi, Litecoin ha 84 Milioni.

Ovviamente, tornando ai Bitcoin, questo limite non è insuperabile; nel senso che se tutti coloro che replicano nel loro pc il software di Nakamoto si decidessero a modificarlo, si potrebbe fissare un limite maggiore o addirittura si potrebbe togliere ogni limite.

Ma difficilmente questo accadrà, perchè significherebbe “diluire” il valore del loro lavoro e, siccome chi di solito possiede il software possiede anche bitcoin, vorrebbe dire anche diluire i propri risparmi.