Indici Mondiali: Definizione

Cosa sono gli indici mondiali? A cosa stare attenti? Quali tipologie esistono?

Se ti stai facendo queste domande non hai che da leggere l’articolo per saperne di più sulle finalità e sulla metodologia applicata per la loro elaborazione.

In tal modo sarai capace di prevedere il momento propizio per aprire una posizione remunerativa anche in questo ambito ad alta volatilità.

Per comprendere al meglio un indice lo si deve considerare come una media dei prezzi di determinate azioni scelte in uno specifico settore di mercato.

Indici azionari mondiali

Dunque un paniere il cui andamento è in grado di rivelare delle ottime indicazioni dei trend generali riguardanti il mercato di riferimento, ma anche un utile parametro per valutare la prestazione di un titolo o di un fondo d’investimento come ad esempio i fondi comuni e i portafogli azionari.

Per ciascun indice vi è un apposito settore economico e mercato azionario.

Tra quelli di maggior rilevanza sono senza dubbio da citare: Dow Jones Industrial Average (DJIA), FTSE 100, S&P 500 o Nikkei 225.

Gli indici più importanti sono forniti dalle principali società finanziarie. Ad esempio, il FTSE 100 fa capo alla Borsa di Londra e al Financial Times, mentre S&P 500 è sotto il controllo di Standard & Poor’s.

Gli indici principali sono praticamente imprescindibili non solo per  misurare le performance di un’industria o di un settore ma anche di tutto il mercato azionario di un intero paese.

Gli indici dei titoli azionari quotati sul mercato italiano, sono ponderati per il rating di sostenibilità.

Classificazione degli Indici Borsistici

 

Indici mondiali o globali: quelli che si riferiscono alle più importanti società del mondo;

Indici nazionali: esaminano l’andamento del mercato azionario di una particolare nazione, indicando riflettendo l’umore dominante nella giornata tra gli operatori, e l’andamento del mercato che ne deriva;

Indici settoriali: sono quelli maggiormente tecnici e vengono vagliati per seguire il trend di determinate imprese o settori;

Indici valutari: ovvero facenti capo ad una determinata moneta: Ad esempio, tenendo come riferimento l’Euro, la quantificazione del suo valore paragonato ad altre valute prese in esame;

Indici sulle commodities: ovvero il Continuous Commodity Index che ingloba ben 17 futures sulle materie prime che vengono continuamente ricalcolati;

Indici di volatilità: ovvero i misuratori della velocità dei movimenti di prezzo nel breve termine.

Appurato il significato degli indici mondiali e di tutte le altre tipologie, resta da dire che gli stessi non possono essere negoziati direttamente, poichè, non essendo dei veri e propri prodotti, la loro funzione primaria resta quella di fornire indicazioni utili ad investire su derivati come ad esempio CFD, futures o opzioni, non a caso considerati la forma più diffusa di trading.


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