High Frequency Trading: Negoziazione ad Alta Frequenza

L’High-frequency trading, o HFT, è una sofisticata piattaforma di trading in cui vengono elaborate un altissimo numero di operazioni a breve e brevissimo termine, gestita completamente da un computer, servendosi di potentissimi strumenti software, ed a volte anche hardware.

High Frequency Trading
Transazioni ad Alta frequenza

High Frequency Trading cos’è

L’HFT trading (letteralmente scambi commerciali o transazioni ad alta frequenza) è una modalità di intervento sui mercati basato sull’azione di un potente computer che, attraverso algoritmi matematici, opera un numero elevatissimo di operazioni in un tempo molto breve: a partire da frazioni di secondo può arrivare al massimo fino ad un paio d’ore (in casi molto rari).

Questo metodo ha preso velocemente piede anche qui da noi, così come nel resto del mondo, ed attualmente corrisponde dal 50 al 70% del volume d’affari sui mercati di azioni, opzioni, obbligazioni, strumenti derivati e commodities.

E’ molto usato anche dai colossi della finanza: Goldman Sachs e Morgan Stanley o da operatori meno noti come la statunitense GETCO, Renaissance Technologies, Citadel Investment Group, Jane Street Capital, Hudson River Trading, Wolverine Trading, Jump Trading.

La breve durata delle posizioni fa sì che si speculi su pochi centesimi la volta; da qui la necessità di eseguire un elevato numero di operazioni contemporaneamente, in modo da terminare la giornata di trading comunque con un guadagno soddisfacente.

High Frequency Trading: Funzionamento

Il funzionamento di questo tipo di trading si basa sull’inondare il mercato di decine di migliaia di ordini del tipo “esegui immediatamente o cancella” di cui solo una piccola parte vengono eseguiti a causa dei limiti di velocità di elaborazione dei mercati.

Essendo che si parla di frazioni di secondo, i server utilizzati per l’HFT sono posizionati quanto più possibile nei pressi delle borse, in modo da minimizzare al massimo i tempi di invio degli ordini.

Tant’è che, non appena questo sistema cominciò a diffondersi, ci fu un vero e proprio assalto per accaparrarsi gli immobili liberi in prossimità ai centri elaborazione dati delle borse valori di tutto il mondo.

Come già accennato, queste operazioni hanno una durata brevissima: da pochi secondi a frazioni di secondo.

Molte di queste richieste, servono soprattutto a sondare le situazioni dei mercati.

Con i dati raccolti, sempre in un paio di secondi, gli algoritmi orientano poi gli ordini veri e propri che comunque si chiuderanno nei tempi di cui sopra.

Ripetendo questa operazione per decine di migliaia di volte al giorno, il sistema diventa remunerativo.

A fine giornata tutte le posizioni sono sempre chiuse.

L’HFT trova la sua maggiore applicazione nei mercati azionari, ma viene comunque utilizzato per le obbligazioni, le opzioni, gli strumenti derivati e materie prime.

Impiego degli HFT

Il trading ad alta frequenza è nato negli anni 80, con l’avvento dell’alta tecnologia in grado di generare dei computer abbastanza potenti adatti allo scopo, ma ha dovuto aspettare altri 15 anni prima di essere preso seriamente in considerazione dall’ambiente finanziario.

Le autorità finanziarie USA ne hanno autorizzato l’uso nel 1998 ed i primi trade sono iniziati nel 1999.

Da allora, per l’HFT, è stata una strada in ascesa giungendo, all’inizio del 2000, a rappresentare il 10% degli ordini nel mercato delle equity.

E da lì via, via, a salire fino a giungere al suo apice, nel 2009, con il 73% delle operazioni svolte nei mercati statunitensi,  ad alta frequenza.

Dal 2010 il numero delle operazioni ad alta frequenza, negli USA, così come nel resto del mondo, è andato a calare, assestandosi intorno al 40/50%.

HFT: Vantaggi

Fare trading con il sistema HFT ha degli aspetti positivi come riuscire ad abbassare gli spread tra il denaro e le migliori proposte di acquisto e di vendita di un prodotto finanziario, ottenendo così un doppio tasso di sconto per ogni operazione attivata; uno sconto nella fase di acquisto ed un’altro in fase di vendita.

Inondando il mercato con un numero incredibile di posizioni, aumentano la liquidità del mercato migliorando, di conseguenza, la price discovery; ossia la determinazione del prezzo di uno strumento finanziario.

Le aziende di HFT, inoltre, hanno un accesso diretto al mercato, evitando così le spese di brokeraggio.

Questo tipo di investimenti, aperti e chiusi in frazioni di secondi, punta ovviamente anche solo ad un solo pip di guadagno.

Ciò permette di avere rischi molto limitati in quanto così come i take profit sono impostati ad un solo pip, lo sono anche gli stop loss, riducendo al massimo la possibilità di perdere denaro.

Lo stesso identico motivo permette, inoltre, di operare in ogni fase del mercato; anche in quelle laterali, e non solo in momenti di forte trend.

Un ultimo fattore da tenere in considerazione è anche quello di avere liberi i propri fondi.

La durata brevissima di ogni operazione fa sì che i propri fondi vengano sbloccati subito dopo, al contrario di ciò che accade nel trading tradizionale in cui la durata medio lunga degli investimenti blocca per lo stesso tempo la possibilità di accedere a quei fondi.

HFT: Rischi

Ogni moneta ha ovviamente due facce, e così come sono presenti degli aspetti positivi per l’HFT, sono presenti anche dei lati negativi, il più ovvio tra i quali è quello dei bassi profitti.

Ogni operazione può portare un beneficio molto basso, di solito meno di un pip, o di un pip al massimo.

Per rendere remunerativo questo sistema bisogna eseguire, quindi, migliaia di operazioni al giorno.

Il numero elevato di operazioni fa sì che il rischio che è comunque contenuto grazie agli stop loss piazzati ad un solo pip di distanza, sia allo stesso tempo elevato in proporzione al rischio del trading tradizionale in rapporto al rendimento.

Se infatti nel trading tradizionale il rapporto rischio-rendimento è di 1:3 fino ad arrivare a 1:10; nel trading HFT è nel migliore dei casi di 1:1.

Inoltre non è raro che si manifesti quello che viene chiamato frontrunning (correre in testa).

Praticamente accade che un HFT individui un ordine da un client e lo compri una frazione di secondo prima che lo facciate voi, per poi rivendervelo lucrandoci sopra.

E’ un metodo illegale ma avviene in continuazione.

In ultimo, ma non per importanza, c’è il rischio dell’improvvisa mancanza di liquidità.

Come già accennato, i trading ad alta frequenza portano sul mercato una quantità enorme di denaro che ne influenza chiaramente l’andamento.

Ma cosa potrebbe accadere se queste aziende tutto ad un tratto ritirassero tutto il loro denaro dal mercato per influenzare quel titolo azionario piuttosto che quell’altro?

In effetti è una cosa che è già avvenuta causando un vero disastro nel crash del 2010, quando le aziende di HFT hanno ritirato i loro fondi mandando in crisi il mercato.

Un esempio calzante su come lo spostare enormi quantità di denaro in modo strategico possa influenzare in modo illegale il mercato, è il caso Aleynikov: un dipendente dell’operatore Goldman Sachs, il quale si impossessò dei codici segreti con cui la compagnia accedeva al mercato con l’HFT trading.

La storia finì con l’arresto di Aleynikov da parte dell’FBI e con la condanna a 97 mesi di reclusione; ma in quell’occasione Goldman Sachs dovette spiegare alle autorità come il possesso e l’uso fraudolento di tali codici potesse sottoporre il mercato a notevoli e pesanti turbative.

Tecniche HFT

Gli algoritmi HFT usano parecchie tecniche e strategie, tra le più usate ricordiamo:

Market making

Questa strategia tende a portare molta liquidità sul mercato attraverso la continua disponibilità a negoziare un determinato prodotto finanziario su diverse piattaforme di trading proponendo prezzi in acquisto e vendita.

Gli HFT che agiscono da market makers utilizzano gli algoritmi per calcolare prezzi bid e ask tali da conseguire profitti sullo spread derivato dalla loro negoziazione sulle diverse piattaforme di trading.

Arbitraggio Statistico

In questo caso si cerca di ottenere un profitto dall’analisi statistica delle fluttuazioni del prezzo degli strumenti finanziari.

Questa strategia deriva dal trading di coppia, in cui si aprono posizioni opposte su due strumenti finanziari correlati tra loro.

L’arbitraggio statistico specula sfruttando la tendenza intrinseca dei mercati a riallinearsi dopo una temporanea divergenza, con la sola differenza di operare contemporaneamente su un portafoglio di più titoli e non solo su due prodotti finanziari.

Liquidity detection

Si basa sull’osservazione dell’operatività di altri investitori nel mercato, con lo scopo di bloccare le loro strategie aprendo posizioni in conseguenza al loro operato.

In linea generale gli HFT che usano questa strategia, operano su grossi investimenti, in modo da avere un grande impatto sul prezzo dello strumento finanziario e trarre profitto anticipando l’attesa variazione del prezzo.

Inoltre vengono sfruttati gli annunci di notizie macroeconomiche particolari tramite l’associazione di strategie di trading a una o più particolari parole chiave presenti nei comunicati stampa.

Altre tecniche

Sono comunemente usate anche delle tecniche di order flow detection, ossia l’identificazione e lo sfruttamento di blocchi di ordini, così come di tecniche di smoking che prevedono di allettare gli altri operatori con proposte poi modificate a prezzi più favorevoli.

Altra tecnica usata abitualmente è quella che fa credere agli investitori che sia iniziata una certa tendenza, attraverso l’attivazione di un gran numero di ordini che vengono, però, cancellati immediatamente; tale tecnica è detta spoofing.

Ci sono inoltre le tecniche di layering, con l’inserimento di un ordine di acquisto nascosto e uno di vendita ben visibile, ed infine le tecniche di pinging, con l’inserimento di piccole proposte di acquisto per scoprire i comportamenti di altri trader.

High Frequency Trading Software

Questi software così potenti non sono comunque privi di difetti, con la differenza che un errore generato da uno di essi può spostare le direzioni di interi mercati o portare un certo titolo al tracollo finanziario.

E’ quello che è successo nel 2012 e che portò a perdite di mezzo miliardo di dollari  di Knight Capital;  o che nel maggio dello stesso anno, portò ad un andamento anomalo del Dow Jones che, in una decina di minuti, passò da  10.650 a 9.872 punti, per poi tornare a quota 10.232 punti.

Regolamentazione HFT

Tutto questo ha portato gli organi di vigilanza, compresa l’FBI, a monitorare l’operatività degli algoritmi di trading ad alta frequenza.

La direttiva Europea MIFID ha prodotto una serie di regolamentazioni che obbligano gli high frequency trader a:

  • registrarsi come imprese di investimento;
  • rendere pubblici i loro algoritmi;
  • fornire garanzie sull’attendibilità dei loro software.

Scendendo più nello specifico, la Consob, autorità italiana di vigilanza sulla borsa, ha chiesto alla Borsa Italiana di adottare delle misure penalizzanti nei confronti degli HFT dall’operato fraudolento.

La stessa cosa dicasi, ormai, per tutti i mercati internazionali come il NYSE e il Nasdaq di New York, la OMX AB svedese e finlandese, la paneuropea Euronext.

Il trading ad alta frequenza, infatti, da un lato porta grossi vantaggi al mercato grazie alla grande mole di liquidità di cui dispone, ma dall’altro lato diventa un rischio per l’andamento stesso del mercato e per gli investimenti dei tanti piccoli trader tradizionali.

E così, sulla scia di una serie di studi effettuati da ESMA (Autorità Europea di Vigilanza sui Mercati e Titoli) e dalle sue raccomandazioni, oltre che dalle autorità di vigilanza nazionali, tra cui come già accennato la Consob, è nata la necessità di regolamentare l’operatività degli HFT.

Le norme scaturite da questa necessità vanno però a coprire sopratutto le situazioni destabilizzanti dovute ad un cattivo funzionamento dei software e hardware, lasciando ancora troppa libertà di manovrare il mercato.

Negli Stati Uniti, invece, è ormai vietato piazzare delle posizioni per poi cancellarle subito dopo, con il solo scopo di manovrare il mercato a proprio piacimento.

Restano quindi ancora delle zone d’ombra da dover regolamentare a dovere, speriamo, così come opera l’HFT  in tempi brevi.