Gann Trading

La teoria più esotica in assoluto nel mondo del trading è senza dubbio quella di William D. Gann: un famoso trader di successo che, pur operando in un periodo di crisi dei mercati, ottenne guadagni plurimiliardari mettendo a segno un’operazione dopo l’altra, con una percentuale di “vittorie” che ha del magico.

Regole e Teoria di Gann
Regole e Teoria di Gann

La sua stessa teoria, che puoi studiare per intero nelle sue pubblicazioni, è impossibile da riportare per intero in questa sede, e contiene principi che abbracciano diverse discipline; compresi accenni alla Bibbia ed alla filosofia.

In questo articolo riassumeremo in linea generale le basi su cui si fonda e prenderemo in esame le applicazioni più usate dai trader di tutto il mondo.

William D. Gann: cenni storici

William Delbert Gann nacque il  6 giugno 1878, a Lufkin, Texas, Stati Uniti.  Primogenito di otto fratelli, nacque in una famiglia con condizioni economiche modeste, il cui padre commerciava in cotone e bovini.

Dimostrò fin da piccolo un grande interesse ed ingegno per la matematica, ed uno spiccato interesse per la Bibbia che divenne la sua guida nelle scelte di tutta la vita.

Per poter soddisfare il suo bisogno di approfondimento degli studi, dovette allontanarsi da casa e mettersi a lavorare, autofinanziando i propri studi.

Nel 1901  Gann cominciò a lavorare presso l’ufficio di brokeraggio a Texarkana, luogo in cui approfondì la sua ricerca che cercava le cause che governano i movimenti di mercato, intensificando questo studio fino al 1909, anno in cui fu pubblicata la sua famosa intervista su The Ticker and Investment Digest.

In quell’occasione permise ad un reporter della nota rivista di seguirlo ed affiancarlo, mentre operava nella Borsa di New York applicando i suoi metodi.

In 25 giorni eseguì  286 transazioni, di cui 264 vincenti, con una percentuale di vittorie quindi pari al 92,3%.

Successivamente, nel 1927 pubblicò il suo libro The tunnel thru the air, dal quale si deduce che i suoi metodi si basano sulla ripetizione di cicli naturali e sull’astronomia.

Tenne molti corsi per insegnare i suoi metodi e la sua teoria e pubblicò numerosi scritti; ma nessun’altro riuscì comunque a raggiungere il suo livello di successi.

Le 24 regole d’oro di Gann

Le metodologie di Gann sono tra le teorie più studiate ancora oggi, a distanza di quasi 100 anni da quando cominciarono a prendere forma nella mente e nella pratica del famoso trader statunitense, le quali sostanzialmente si basano sull’idea che, alla base dell’andamento dei mercati finanziari, vi siano dei principi geometrici ben precisi, che rendono l’andamento dei prezzi prevedibile e controllabile.

La sua teoria usa tre figure geometriche: il quadrato, il triangolo ed il cerchio, per misurare le due variabili più importanti nel mercato: il prezzo ed il tempo.

Volendo essere più precisi, dobbiamo specificare che, secondo Gann, il fattore di primaria importanza è il tempo e non il prezzo.

Questo va contro a tutto ciò a cui noi trader siamo abituati; in quanto se riflettiamo, quello che sta alla base delle previsioni, analisi ed operazioni è il prezzo: è il prezzo che guardiamo nei grafici, ed è sempre il prezzo che fa prendere decisioni importanti.

Gann stravolge questa visione tradizionalista, spostando l’attenzione sul fattore tempo; domandandosi, quindi,  quanto tempo  impiega il prezzo a raggiungere un certo livello, se si muovesse sempre lungo la tendenza attuale.

Oppure provando a prevedere cosa accadrebbe al prezzo se si discostasse da quell’andamento temporale.

Per dar risposta a queste due riflessioni iniziali, mise a punto il famoso  “ventaglio” che analizzeremo più avanti.

Prima di entrare nel pieno della sua teoria, vedremo brevemente le 24 regole d’oro che erano alla base del suo trading.

  1. Dividere il capitale in 10 parti uguali ed utilizzarne solo una per ogni operazione;
  2. Usare sempre lo stop loss;
  3. Mai sovraesporsi; si violerebbe così la regola numero uno;
  4. Non permettere mai ad un profitto di trasformarsi in una perdita. Per far ciò bisogna muovere continuamente lo stop loss man mano che i prezzi salgono o scendono.  In questo modo l’eventuale inversione di tendenza ti “liquiderà” mentre sei ancora in “profitto”;
  5. Seguire sempre e solo la tendenza senza cercare mai di anticiparla;
  6. Se si hanno dei dubbi è meglio astenersi da qualsiasi operazione;
  7. Operare solo su titoli attivi, trascurando tutto ciò che è fermo da tempo;
  8. Dividere il rischio operando su 4 o 5 titoli diversi, ossia diversificare gli investimenti;
  9. Non limitare gli ordini: quando si è sicuri di ciò che si sta facendo, bisogna comprare o vendere al meglio;
  10. Non uscire mai da una posizione se non si ha un motivo per farlo: seguire la tendenza e proteggersi con gli stop loss;
  11. Usare una parte del denaro accumulato per far fronte ai momenti di crisi;
  12. Non comprare mai per “incassare” un dividendo;
  13. Se il mercato va in direzione opposta alla tua non cercare di razionalizzare la perdita con buone occasioni di acquisto o vendita: chiudi solo la posizione;
  14. Non farti prendere dall’impazienza: opera nel mercato solo quando è il momento giusto;
  15. Evitare di fare piccoli guadagni e grosse perdite;
  16. Non cancellare mai uno stop loss;
  17. Evitare di uscire ed entrare continuamente nel mercato;
  18. Investire sia al rialzo che al ribasso;
  19. Non comprare sol perchè i prezzi sembrano bassi; nè vendere sol perchè sembrano alti;
  20. Fa attenzione a non incrementare la tua posizione nel momento sbagliato, ma aspettare il momento in cui il prezzo ha raggiunto una resistenza per comprare di più, o superato un supporto per incrementare le vendite;
  21. Se vuoi incrementare il tuo ordine ricorda di farlo con titoli poco flottanti se sei in acquisto, e con titoli molto flottanti se sei in vendita;
  22. Se possiedi un titolo il cui prezzo sta scendendo, non cercare di pareggiare la situazione vendendo un altro titolo allo scoperto: vendi solo il titolo che possiedi;
  23. Non cambiare direzione senza un buon motivo.  Cambia posizione solo se c’è un evidente cambio di tendenza;
  24. Non aumentare mai l’investimento; neanche dopo una lunga serie di successi. Rischieresti di perdere tutto il guadagno in un paio di operazioni.

In linea generale i principi alla base di queste 24 regole restano tutt’oggi validi, anche se va considerato che al giorno d’oggi la situazione nei mercati è molto cambiata dai tempi di Gann; dall’accesso di massa ai mercati finanziari, agli strumenti stessi che vengono tradati, così come dall’avvento di nuovi prodotti finanziari più complessi come i derivati.

Le linee di Gann

Come già accennato, la teoria di Gann nella sua totalità è molto complessa e troppo lunga da esporre in questa sede; bisognerebbe riportare in toto i suoi scritti, le numerose pubblicazioni e l’intero contenuto dei suoi libri.

Il discorso di fondo si basa sull’idea che, nei mercati finanziari,  gli eventi abbiano un andamento ciclico.

Da qui la necessità dello studio delle serie storiche dei vari prodotti finanziari, ai quali si aggiungono citazioni bibliche e riferimenti astrologici.

Noi ci limiteremo ad esporre quella che è l’applicazione più conosciuta ed usata della sua teoria; ossia il famoso ventaglio di Gann.

Per arrivare a comprendere quello, dobbiamo però parlare prima delle linee di Gann.

Egli era solito calcolare supporti e resistenze utilizzando i ritracciamenti suddivisi in ottavi, per la costruzione dei quali utilizzava i livelli elaborati dalle teorie di Dow e di Fibonacci.

Dopo una lunga serie di studi e sperimentazioni, Gann mise a punto i suoi livelli di supporto e di resistenze, che chiamò  Gann lines, le quali mettevano in relazione i prezzi con il fattore tempo.

Per tracciare queste linee egli partiva da determinate inclinazioni angolari che differenziano del tutto le sue linee con i classici supporti e resistenze tracciate in linea orizzontale.

Dall’elaborazione di queste linee nacque il famoso ventaglio.

Il ventaglio di Gann: angoli veloci ed angoli lenti

Per tracciare il suo ventaglio, Gann attendeva prima di tutto il susseguirsi di tre sessioni di trading con la stessa tendenza; quindi tre sessioni consecutive al rialzo, o tre consecutive al ribasso.

Per sessione, in questa sede, intendiamo il time frame da noi scelto in precedenza; quindi giornaliero, o settimanale, o mensile, ecc…

Nel momento in cui si manifestava questa sequenza, Gann dava inizio al suo lavoro, partendo dalle sue linee che venivano applicate al grafico del prodotto finanziario scelto e proiettate in avanti partendo da quella principale, da lui chiamata “linea della vita”, o Angolo Naturale,  con un angolo di 45°.

Essa rappresentava la linea più importante del ventaglio alla quale l’incremento di una unità di tempo corrispondeva alla variazione (aumento o diminuzione) di “una unità di prezzo”.

Il rapporto uno a uno che intercorre in questa relazione ha fatto sì che la linea della vita divenisse l’angolo 1×1.

Ai lati di questa linea principale venivano poi tracciate le altre linee, divise in angoli veloci: la 2×1, 3×1, 4×1, 8×1; ed angoli lenti:  l’1×2, l’1×3, 1×4 ed 1×8.

La distinzione tra angoli veloci ed angoli lenti consiste nella relazione tra tempo e movimenti di prezzo, nel senso che, ad esempio, l’angolo lento 1×4 indica che ad un’unità di prezzo di movimento ne corrispondono ben 4 di tempo.

Ovviamente nel caso degli angoli veloci vale il discorso contrario.

Il ventaglio viene tracciato alla fine della terza sessione di trading a partire da un minimo o da un massimo “confermato” (in base all’andamento delle tre sedute: trend ribassista o trend rialzista).

Se nasce da un prezzo massimo, viene tracciato verso il basso; mentre se nasce da un minimo viene tracciato verso l’alto.

Una volta tracciata la linea della vita, ossia l’angolo 1×1, si osserva l’andamento del prezzo.

Se il prezzo si mantiene al di sopra di essa, molto probabilmente continuerà a seguire il trend in atto; mentre se il prezzo rompe tale linea sia al rialzo che al ribasso, ci sarà una inversione del trend.

A questo punto assumono molta importanza gli angoli secondari: il 2×1, il 3×1, oppure l’1×2 e l’1×3, in base all’andamento della tendenza; nel senso che più tempo staziona il prezzo in quelle posizioni, più sicurezza si può avere della forza del trend in atto.

Ma andiamo per ordine: in ogni momento il prezzo del nostro prodotto finanziario si trova in mezzo a due dei nostri angoli; uno fungerà da supporto ed uno da resistenza.

A questo punto, secondo Gann, se il prezzo  passa da angoli veloci verso angoli lenti, il trend sta perdendo forza e potrebbe esserci una inversione.

Finché questo non accade, il trend è solido e dovrebbe continuare a seguire quella tendenza.

Nell’elaborare il ventaglio, inoltre,  Gann seguiva delle semplici regole che è utile riportare:

  • Ritenere una sua linea violata, nel momento in cui il prezzo “rompe” il livello senza più tornare indietro sulla stessa;
  • Violata una linea, il prezzo dovrà dirigersi sulla linea più vicina (seguendo la tendenza in atto), la quale avrà la funzione temporanea di resistenza o supporto (sempre in base alla tendenza in atto);
  • Così come avviene nelle normali resistenze e supporti, una volta che una sua linea viene rotta, diventerà automaticamente da resistenza a supporto, e da supporto a resistenza;
  • Se il prezzo rompe una linea e successivamente torna indietro, non va interpretato come un cambio di tendenza.

Tracciando il ventaglio ed applicando queste semplici regole, Gann piazzava le sue operazioni, aiutato dalle indicazioni date dagli angoli, che gli indicavano in che punto si sarebbe trovato il prezzo di un determinato prodotto finanziario in un certo periodo di tempo.

Strategia dal metodo di Gann

Fino ad ora abbiamo visto come tracciare il ventaglio di Gann, quale significato hanno gli angoli veloci e quelli lenti, tracciati dopo aver individuato il prezzo massimo o minimo da cui far partire la linea della vita.

Abbiamo inoltre letto quali semplici regole seguiva Gann lavorando con il ventaglio ed abbiamo già individuato qualche applicazione del modo in cui usare queste linee.

Ora vedremo quali segnali possono indicarci il prezzo in relazione ad un trend rialzista e ribassista, in base ai quali poter piazzare le posizioni.

Partiamo dal caso in cui ci si trovi dinanzi ad un trend rialzista.

Come abbiamo già accennato, se il prezzo si trova al di sopra della linea della vita è probabile che il trend duri ancora  molto.

Nel momento in cui, però, c’è la rottura al ribasso verso la linea 1×2 ci si troverà dinanzi ad un segnale ribassista.

Se invece c’è la rottura al rialzo verso l’angolo 2×1 avremo un segnale rialzista.

Dal momento in cui una linea viene violata, come abbiamo già visto, il prezzo si dirigerà verso quella dopo che fungerà da resistenza o supporto (in base alla direzione presa dal prezzo).

Se una linea viene rotta e subito dopo recuperata, rimane il segnale di forza del trend in atto senza considerare una possibile inversione.

Se invece ci troviamo dinanzi ad una tendenza ribassista avremo un trend duraturo nel momento in cui il prezzo esso si trovi al di sotto della linea della vita.

Quando c’è la rottura al rialzo verso la linea 1×2, abbiamo un segnale rialzista, mentre con la rottura al ribasso verso l’angolo 2×1 abbiamo un segnale ribassista.

Questa è una visione, molto semplificata, del metodo di Gann che ti permetterà comunque di poter operare prendendo confidenza con il metodo.

Ciò che non devi dimenticare e che devi imparare a sfruttare al meglio è l’indicazione temporale che gli angoli ci suggeriscono, oltre ai semplici segnali al rialzo o al ribasso.

Il suo metodo completo, in realtà, consisteva nel tracciare più ventagli nel corso del tempo basati su più prezzi minimi o massimi, i cui angoli si intrecciavano dando altre nuove indicazioni, ma è un metodo molto più complicato al quale non si può approdare se prima non si prende confidenza con questo.

Così come consigliato dallo stesso Gann: “Dopo 35 anni di ricerca, prove e applicazioni pratiche, io ho perfezionato la tecnica ed ho rivelato gli angoli più importanti da utilizzare per determinare con precisione la tendenza del mercato azionario. Di conseguenza, è bene concentrarsi su questi angoli fino a che non li avrai capiti completamente” – W.D.Gann