Forex Analisi Tecnica

In questo articolo parleremo in modo approfondito dell’analisi tecnica nel forex, tante volte nominata fino ad ora, insieme a quella fondamentale, come uno dei due metodi di studio grazie ai quali piazzare le proprie posizioni sul mercato.

Storia dell’analisi tecnica

I primi accenni di analisi tecnica, ovviamente non legata al trading ma al semplice commercio, si hanno intorno al XVII secolo nei mercati orientali, con studi applicati a domanda e offerta di diversi prodotti.

Se ne hanno notizie nei resoconti dei commercianti olandesi e dei risicoltori giapponesi del XVIII secolo.

Col passare del tempo i grafici si sono evoluti, ma il tutto si limitava ad essi, non potendoci essere anche dei calcoli statistici di grande impatto; questo fino al XX secolo.

Con il giungere dei nostri tempi la situazione è notevolmente cambiata grazie al supporto della tecnologia computerizzata.

I traders  hanno molti più strumenti e dati da analizzare, in confronto agli antichi commercianti, in un mondo in cui lo stesso mercato si è evoluto; ma alla base di tutto questo c’è la necessità di identificare la tendenza del mercato: rialzista, ribassista o in fase laterale?

Per estrapolare queste vitali informazioni, si utilizzano diversi strumenti tra cui i grafici ai quali, come vedremo poi, applicare diversi tipi di indicatori.

Analisi Fondamentale e Tecnica: Differenze

Ricordiamo intanto che l’analisi fondamentale è quel tipo di analisi che prevede l’andamento di uno strumento finanziario in base a notizie macro economiche e politiche di uno o più Paesi, oltre ad altri dati che ruotano comunque sempre sulla situazione politica ed economica.

L’analisi tecnica, invece, non tiene conto di questi dati, in quanto pur riconoscendo che abbiano un peso sull’andamento di uno strumento finanziario, sono però difficilmente misurabili ed interpretabili, preferendo così di prevedere l’andamento dei mercati solo attraverso lo studio dei grafici.

I Grafici nell’Analisi Tecnica

Nei grafici viene rappresentata la fluttuazione dei prezzi di uno strumento finanziario, come ad esempio di una coppia di valute, attraverso un segnale indicatore che si muove in tempo reale.

Nei grafici più usati esso è contraddistinto comunemente da una linea, oppure da barre, o anche dalle famose candele.

Grafico Lineare

Nel grafico di tipo lineare, le informazioni sono riportate sotto forma di punti collegati tra loro da segmenti di linea retta.

Tra tutti rappresenta il grafico più semplice in assoluto, grazie al quale poter identificare immediatamente un trend, un prezzo massimo, un minimo o un prezzo di chiusura.

Le fasce di prezzo sono rappresentate sulla linea verticale, mentre quelle temporali sulla linea orizzontale.

I vantaggi nell’usare questo tipo di grafico sono appunto quelli legati alla facilità di lettura dei dati; una lettura veloce e facile: molto utile ai principianti.  Ma allo stesso tempo il vantaggio della semplicità diventa anche uno svantaggio; poichè le informazioni da poter estrapolare si limitano solo a quello.

Grafico a Barre

Molto usato è anche il grafico a barre, il quale permette di vedere con immediatezza il cambiamento di prezzo di un giorno.

Per essere precisi il grafico a barre permette di visualizzare quattro dati importanti riguardo ai prezzi: di apertura, massimo, minimo e prezzo di chiusura.

In apertura del mercato nel grafico viene visualizzata una linea orizzontale che rappresenta il prezzo di apertura al mercato.

Alla sua destra si compone la prima barra verticale. Il punto più alto della barra verticale rappresenterà il prezzo massimo, mentre il punto più basso quello minimo.

Alla chiusura del mercato, a destra dell’ultima barra apparirà una linea orizzontale col prezzo di chiusura.

In questo tipo di grafico, la lunghezza di ogni barra indicherà lo spread del prezzo riferito ad un certo arco temporale, permettendo al trader un’analisi più approfondita rispetto al semplice grafico lineare.

Candele Giapponesi

Tra tutti i tipi di grafico più usati, sicuramente il più popolare tra i traders di tutto il mondo è quello con le candele giapponesi.

Così come per le barre, anche le candele giapponesi forniscono i quattro prezzi principali; quello di apertura e chiusura del mercato ed i prezzi massimi e minimi del prodotto finanziario da noi scelto; ma inoltre forniscono delle informazioni complete ed accurate sugli sviluppi del mercato.

La prima informazione che ci fornisce, all’apertura del mercato, è se il prezzo d’apertura è superiore o meno al prezzo di chiusura precedente.

Se il prezzo d’apertura è superiore alla chiusura precedente, la candela è colorata in blu, e indica quindi un trend rialzista.

Se, al contrario, dovesse essere inferiore alla chiusura precedente, allora il colore della candela è rosso ed indica quindi un trend ribassista.

In base al time frame impostato, ogni candela impiegherà quel tempo per formarsi.

Se ad esempio impostiamo il grafico a 30 minuti, avremo il formarsi di una candela ogni 30 minuti, se lo impostiamo ad 1 minuto si formerà una candela ogni minuto, e così via.

Poniamo il caso di aver impostato il grafico a 24 ore. Il giorno dopo vediamo che la candela è verde, ma a questo punto vogliamo capire meglio come si è evoluta la cosa, e così spostiamo il grafico da 24 ad 1 ora andando così ad analizzare il periodo di nostro interesse.

Se non soddisfatti possiamo spostarlo ulteriormente ad 1 minuto e vedere nei particolari l’area che vogliamo meglio analizzare.

Proprio come le candele reali, anche queste avranno un corpo di forma rettangolare, di colore blu (o verde) se la candela è in trend rialzista, o rossa se in trend ribassista, ed uno stoppino.

Gli stoppini sono delle piccole linee verticali che partiranno dal corpo rettangolare delle candele sia in alto che in basso, segnalando il prezzo più alto o più basso toccato dal sottostante durante quell’arco temporale impostato.

Come accennato prima, ai grafici che rappresentano la prima “arma” degli analisti tecnici, se ne aggiunge un’altra: gli indicatori.

Indicatori Analisi Tecnica

Gli indicatori tecnici sono dei programmi basati su statistiche che analizzando matematicamente il rapporto tra diversi dati, cercano di prevedere l’andamento dei prezzi, attraverso l’osservazione del trend, i livelli di resistenza e supporto e l’individuazione di figure geometriche (di cui parleremo a breve).

In base al tipo di dati analizzati possiamo suddividere gli indicatori principalmente in quattro categorie.

Indicatori di tendenza

Alla prima categoria appartengono gli indicatori di tendenza tra cui la Media Mobile è sicuramente quello più conosciuto.  Ma ce ne sono molti altri (già trattati nell’articolo dedicato agli indicatori), come l’ADX: un indicatore basato sulle medie mobili esponenziali (EMA) che cerca di prevedere la forza di un trend attraverso gli indicatori +DI e -DI.  Tra di essi vi è anche il DI che mette in relazione prezzo massimo, minimo e di chiusura del giorno precedente con il giorno corrente, cercando così di anticipare un trend.  E la lista potrebbe continuare all’infinito; ricordiamo solo il MACD e il Ichimoku Kinko Hyo.

Indicatori di impulso

Alla seconda categoria abbiamo gli indicatori di impulso il cui scopo è misurare  la velocità e l’entità dei movimenti dei prezzi, cercando di individuare se lo strumento finanziario da noi scelto è in fase di ipercomprato o ipervenduto; lì dove l’impulso altro non è che il tasso stesso di variazione dei prezzi.  Tra di essi il più conosciuto è l’indice di forza relativa (RSI), ma sono degni di nota anche lo Stocastico e l’ATR (come indicatore di volatilità) o Bande di Bollinger.

Indicatore tecnico

L’indicatore tecnico del flusso monetario e l’indicatore di distribuzione invece, prendono in esame i volumi di scambio che rappresentano certamente uno tra i dati più importanti per un trader di azioni, futures, materie prime e altri prodotti.

Indicatori di volatilità

Infine abbiamo gli indicatori di volatilità che confrontano le variazioni dei prezzi con i valori storici.  Tra di essi ricordiamo l’ATR (Gamma media reale) e le già nominate Bande di Bollinger.

Gli analisti tecnici, quindi, basano le loro operazioni solo su grafici ed indicatori, senza tener conto dell’analisi fondamentale, in quanto si rifanno alla teoria di Dow considerato il padre dell’analisi tecnica moderna.

Il giornalista economico Charles H. Dow (1851-1902) derivò la sua teoria da 255 editoriali scritti sul Wall Street Journal; teoria che possiamo molto brevemente riassumere in 6 postulati principali:

  • Il mercato ha tre movimenti:  Il “movimento principale” che può durare da meno di un anno a diversi anni e può essere “toro” o “orso”.   L’ “oscillazione di media durata” che va da 10 giorni a 3 mesi e che ritraccia dal 33 al 66% del cambiamento di prezzo dalla precedente oscillazione di media durata o dal movimento principale.   L’ “oscillazione di breve durata” che va da poche ore ad un mese al massimo.  Questi tre movimenti possono presentarsi anche simultaneamente.  Ad esempio si può assistere a un movimento minore giornaliero in una reazione secondaria all’interno di un movimento primario toro.
  • I trend di mercato hanno tre fasi: una fase di accumulazione in cui gli investitori bene informati operano anche contro l’opinione del mercato.  Una fase di partecipazione pubblica nella quale all’operato di questi investitori si aggiungono coloro che copiano gli investimenti di quest’ultimi, causando un rapido cambiamento dei prezzi.   E una fase di distribuzione nella quale gli investitori astuti vendono le azioni acquistate precedentemente speculando proprio sull’aumento dei prezzi.
  • Il mercato sconta tutte le news. Tutte le informazioni appena rilasciate influenzano positivamente o negativamente il prezzo delle azioni.
  • Le medie del mercato azionario devono confermarsi reciprocamente.  Secondo Dow se, ad esempio, il mercato manifatturiero sta lavorando di più, deve aumentare anche il settore dei trasporti attraverso cui tutti quei prodotti vengono trasportati.  Quindi, se un investitore è in cerca di segnali di salute dell’industria manifatturiera dovrebbe guardare alle performance delle società che li trasportano sul mercato.
  • I trend sono confermati dai volumi.  Dow riteneva che il volume degli scambi conferma i trend di prezzo.
  • I trend esistono finchè segnali definitivi non provano che sono finiti. Quest’ultimo postulato cerca di interpretare i temporanei cambi di direzione del mercato dal trend in atto, cercando di capire per l’appunto se è in atto un cambio del trend o se è solo un rimbalzo del prezzo.

Da questi sei punti possiamo estrapolare semplici conclusioni che ci aiuteranno nella nostra analisi tecnica; a partire dal fatto che ogni informazione, fatto, accadimento e notizia che riguardano un determinato sottostante si ripercuotono sul prezzo e saranno quindi ben visibili sul grafico.

Che i prezzi si muovono sempre in una tendenza, anche se per il 60% del tempo essa è laterale e non sembra prendere una direzione chiara e precisa, fino ad arrivare al presupposto che gli schemi sono ripetitivi; gli investitori si muovono seguendo un percorso preciso grazie al quale i trader tecnici credono di poter identificare modelli e aprire operazioni altamente redditizie.

Comunque sia, anche se Dow stesso scriveva i suoi sei punti riferendosi al mercato azionario, e che l’analisi tecnica può in effetti essere applicata a tutti i tipi di mercato, sembra produrre i migliori risultati nel Forex  sia in operazioni di scalping trading, che in operazioni intraday o con orizzonti temporali ben più lunghi.

Analisi tecnica: Finalità

Scopo dell’analisi tecnica è quindi quello di individuare un trend e cavalcare l’onda, oppure cogliere il cambiamento di una tendenza di mercato.  Per fare questo cerca di identificare nei grafici delle figure chiamate “pattern” che preannunciano per l’appunto l’inversione di tendenza o la sua continuazione.  Prevedere l’evoluzione di un prezzo attraverso un pattern è più sicuro di una previsione casuale. Ora analizzeremo le figure geometriche più conosciute ed usate nel trading che sembrano offrire i migliori risultati.

  • Spalla-testa-spalla: questa figura apparirà sul nostro grafico come una vetta più alta centrale (la testa) con affianco due vette più piccole (le spalle).   Si parte da un punto massimo, la spalla sinistra, a cui farà seguito un repentino ribasso.  A questo punto la linea riprende a salire superando la spalla e formando un secondo massimo; la testa.  Dopo di ciò la linea riprende a scendere ma non deve rompere il precedente massimo altrimenti la figura è nulla. Al contrario deve risalire per formare la spalla destra che ovviamente deve essere inferiore alla testa.  Una volta fatta la spalla la linea subisce un repentino ribasso.  A questo punto per completare la figura si traccia la cosiddetta collana; ossia una linea immaginaria che parte dal primo punto minimo precedente alla testa e passa dal minimo successivo alla testa proseguendo all’infinito.  Se il punto in cui essa tocca il grafico viene rotto dal prezzo attuale, allora si è davanti ad un chiaro segnale di inversione del trend ed è quindi consigliabile aprire posizioni di conseguenza.  Quindi anche se il grafico rappresenta un trend al rialzo, con i naturali rimbalzi ed aggiustamenti di prezzo, ora tenderà al ribasso.  Questa stessa figura può anche apparire capovolta, partendo quindi da un trend al ribasso dal quale si formeranno una V centrale più grande con ai lati due v più piccole.  In questo caso anticiperà un trend al rialzo.
  • Triangoli: così come la figura precedente, anche quella dei triangoli è molto usata dai traders e consiste nella formazione di diversi triangoli che si susseguono uno dopo l’altro. Il prezzo sale, scende, risale, ridiscende, ecc…  Dimostrando così un periodo di incertezza nel mercato; c’è chi compra e chi vende, chi ricompra e chi rivende, e queste forze prendono e si scambiano il sopravvento l’una sull’altra.  Molto spesso questi triangoli nel susseguirsi diventano sempre più piccoli; è un segnale che il mercato si sta “comprimendo” ed è pronto ad esplodere.  Nel momento in cui la linea del grafico rompe la formazione dei triangoli si dovrebbe essere sicuri che continuerà in quella direzione per un pò di tempo.
  • Doppio tetto-doppio pavimento: si forma quando si ha un raggiungimento di un prezzo seguito da un ribasso che ritraccia nuovamente toccando quel prezzo per poi ridiscendere. In altre parole due vette con la stessa altezza.  Una volta toccato il tetto per la seconda volta, mentre la linea riprende a scendere, rappresenta un segnale di vendita perchè di solito la discesa del prezzo continua per un pò.  Questa figura girata al contrario si chiama del doppio pavimento e dopo il secondo tocco del pavimento ci dà segnali di acquisto perchè i prezzi vanno a salire.
  • Diamante: rappresenta una delle figure più rare (il nome non è stato scelto a caso) che si possano presentare e di difficile individuazione.  Possiamo immaginare il diamante scomponendolo in due parti: una broadening top (sinistra) e un triangolo (destra). Raramente la figura è simmetrica, molto spesso la seconda parte risulta molto allungata perchè formatasi in tempi più lunghi in confronto alla prima.  Affinchè si formi il diamante è indispensabile che ci sia una fase iniziale di espansione dei prezzi, un massimo seguito da un minimo (o viceversa) e, infine, una fase di contrazione dei prezzi.  A questo punto dopo il punto più esterno del triangolo di destra che lo compone, dovrebbe verificarsi una caduta dei prezzi al ribasso.
  • Bandiera: così come il pennant rappresenta una delle figure più usate nell’analisi tecnica.  Il nome deriva dalla forma che il grafico assume ricordando per l’appunto una bandiera con la sua asta, o un asta col pennant (se la forma non è rettangolare bensì a triangolo.  Normalmente si formano durante una pausa di un trend molto accentuato, prima che esso riparta.  Ovviamente in questo caso l’asta è rappresentata dal forte trend rialzista al quale segue una serie di triangoli che possono essere di pari grandezza formando così le bandiere o che vanno a restringersi formando un pennant.  La differenza con i triangoli precedenti consiste che le bandiere sono accompagnate dall’asta; ossia da un forte trend che nei semplici triangoli non è presente.  Le bandiere sono un pattern di continuazione e di fatti, terminata la pausa preceduta dal forte trend,  prosegue nuovamente una nuova fase rialzista.  Anche queste figure possono trovarsi al contrario e segnalare quindi una nuova fase ribassista.

Analisi MTFA

Un’ultima tecnica di cui vale la pena parlare riguarda l’osservazione di più time frame dello stesso prodotto finanziario.

Prendiamo ad esempio una coppia di valute. L’analista tecnico monitorerà più archi temporali della stessa coppia di valute, per estrapolare al massimo le informazioni che occorrono per il trading.

Questa tecnica si chiama MTFA che significa infatti Multiple Time Frame Analysis.

Non esiste una regola su quanti time frame analizzare contemporaneamente e su quali archi temporali impostarli, tuttavia una linea guida suggerisce che il numero perfetto di grafici sia il tre in quanto un numero inferiore non fornirebbe le giuste informazioni utili, così come un numero più alto di grafici non permetterebbe di poterli analizzare a dovere e quindi sarebbe inutile.

Riguardo gli archi temporali in cui impostarli, di solito, si segue la regola del quattro: si sceglie un grafico impostato su un tempo medio, ad esempio 60 minuti.

Questo rappresenta il grafico principale, al quale si affiancheranno gli altri due grafici, di cui uno impostato su un tempo che sarà 60 diviso 4, ossia 15 minuti.

Mentre l’altro dovrà essere 60×4 ossia 4 ore (240 minuti).

Ovviamente questo è solo un esempio e le fasce temporali vanno scelte con attenzione in base al tipo di trading praticato.

Chi, ad esempio, è abituato a mantenere posizioni aperte per un lungo periodo di tempo, ad esempio 30 giorni, non troverà giovamento da queste impostazioni.

Quella di consultare un grafico impostato su un lungo periodo di tempo dovrebbe essere comunque una buona abitudine da seguire, indipendentemente dal tipo di trading praticato, nel senso che prima di cominciare a piazzare le posizioni si dovrebbe dare un’occhiata al trend in generale su un determinato prodotto finanziario, in quanto potrebbe essere di aiuto.

Ed, a proposito del lungo periodo, c’è un altro aspetto da non sottovalutare: quello del tasso di interesse, che va costantemente monitorato nelle operazioni a lungo termine.

I tassi di interesse fungono da specchio per la salute economica di un Paese ed hanno una conseguenza diretta sui tassi di cambio.

Normalmente nel mercato del Forex i capitali si concentrano sulla coppia di valute col tasso di interesse più alto, in quanto gli investimenti producono più guadagno.

Tornando al discorso dei tre grafici con la regola del 4, prima di tutto diamo un’occhiata al grafico a lungo termine per vedere la tendenza in generale del nostro sottostante.

Individuato l’andamento generale, apriamo il grafico principale (quello a medio termine).

Su di esso possiamo avere un’immagine più chiara di ciò che sta accadendo nel mercato in quel momento e ci accorgiamo, ad esempio, che anche se la tendenza generale è al rialzo, ci troviamo comunque in un momento in cui i prezzi vanno al ribasso.

Il tutto viene confermato anche dal grafico a breve termine.  Queste informazioni sono veramente utili, perchè possono aiutarci nel fissare gli stop loss.

Se invece scegliamo di non rischiare, possiamo osservare sul breve e medio periodo il momento in cui la tendenza riprende la sua evoluzione verso il rialzo, e cercare di individuare qualche figura geometrica che ci dia un segnale di entrata.

Un altro vantaggio nell’usare time frame multipli nell’analisi tecnica Forex è la capacità di vedere i supporti e le resistenze, oltre i forti livelli di entrata e uscita.

Le possibilità che un’operazione vada a buon fine aumentano di molto quando essa è monitorata da un grafico a breve termine, in quanto aiuta i traders ad ottimizzare l’ingresso sul mercato, evitare obiettivi inadeguati o piazzare inutili stop loss.

Analisi Tecnica: Pro e Contro

L’analisi tecnica come metodo a sè per operare nel mondo del trading è molto criticata dai traders che la usano, invece, in combinazione con l’analisi fondamentale; affermando con certezza che è quello l’unico modo per renderla precisa e sostenibile.

Inoltre la sua ampia diffusione può generare un altro svantaggio: provocare ampi e bruschi movimenti del mercato nel caso molti traders operino dopo aver raggiunto le stesse conclusioni.

Fenomeno conosciuto come “senso di marcia” proprio perchè tutti si muovono nella stessa direzione.

Chi invece la sostiene a spada tratta, ne vanta la capacità di prevedere con precisione i migliori punti di entrata e di uscita dal mercato, nonchè il vantaggio di richiedere solo quei pochi dati già presenti nel grafico e nulla di più.

Come sempre il consiglio resta sempre quello di provare il tutto su un conto demo e di sfruttare al meglio le informazioni presenti adattandole ai propri bisogni.