Commodities Trading

Da millenni l’uomo scambia sul mercato quelle che comunemente vengono definite materie prime: oro, petrolio, grano, zucchero, ecc… sono esempi calzanti; prodotti derivati dalla nostra madre terra, estratti dal terreno o coltivati, che hanno coperto e soddisfano tutt’ora alcuni dei nostri bisogni più importanti.

Commodities Trading
Commodities Trading

Col passare dei tempi sono ovviamente cambiate anche le modalità con cui si svolgono questi scambi, che sono stati inglobati anche dal nostro caro trading online.

A differenza del trading Forex classico o delle azioni, quello delle materie prime rappresenta dei prodotti fisicamente tangibili che possono essere negoziati, tramite i CFD,  senza possederli fisicamente.

Cominciamo prima di tutto col classificare queste materie prime, suddividendole in materie prime “hard”, termine  generalmente riferito a quelle  estratte dal suolo, e materie prime “soft”, riferito invece a quelle che vengono coltivate o allevate.

All’interno di queste macro categorie poi,  troviamo almeno tre sottocategorie:

  • metalli: troviamo metalli preziosi come oro, argento, platino e palladio, e metalli industriali come il rame;
  • prodotti energetici: qui  troviamo diversi prodotti petroliferi, ad esempio il petrolio greggio (Crude oil) e il petrolio Brent, la benzina (gasoline), il gasolio da riscaldamento (heating oil), o altri prodotti  come il gas naturale (natural gas);
  • prodotti agricoli e  di allevamento: tra cui granoturco (corn), soia (soybean), grano (wheat), caffè (coffe), zucchero (sugar) e cacao (cocoa), rappresentano solo alcuni esempi più comuni.

Sono molti i fattori che determinano il prezzo delle materie prime; primo tra tutti la basilare domanda ed offerta, ma anche altri fattori come ad esempio le condizioni climatiche (riguardo i prodotti coltivati o allevati), scioperi (che possono colpire una certa  produzione in una determinata azienda), fino ad arrivare a fattori internazionali come la guerra o l’imposizione di sanzioni o limitazioni di qualche genere che possono influire molto sul prezzo finale.

Una caratteristica importante per considerare una materia prima “commodity” è che essa possa essere scambiata in maniera standard.

Prendiamo ad esempio l’oro: facilmente scambiabile in ogni parte del mondo perchè ci si riferisce al metallo puro al 1000 per mille; e quindi che stia in Arabia piuttosto che in Sud Africa ha lo stesso valore dappertutto.

Ora pensiamo un attimo ai diamanti: qui il discorso cambia, in quanto sono tanti i fattori che ne determinano il prezzo e quindi 10 karati di diamanti non sono uguali ad altri 10 karati, perchè colore, taglio, impurità, lucentezza, rendono un diamante differente da un altro.

I diamanti infatti non possono essere scambiati in maniera standard e di fatti non appartengono alle nostre commodities.

Chiarito questo concetto vediamo ora cosa significa fare trading con le materie prime e soprattutto come si fa.

Al pari del forex, le materie prime vengono scambiate 24 ore su 24 per 5 giorni la settimana con, in alcuni casi, una pausa di trading giornaliera.

Esistono diverse borse internazionali di riferimento dedicate alla loro negoziazione, tra cui la più importante è la Chicago Mercantile Exchange e il Chicago Board of Trade, con altre sedi di negoziazione sparse per il mondo per garantire scambi non-stop.

I principianti che si avvicinano al trading di commodities per la prima volta pensano che significhi comprare e vendere materie prime online.

In realtà  fare trading Commodities significa ottenere un profitto dalle oscillazioni dei prezzi delle materie prime quotate; e così come per il trading forex, si può guadagnare sia che i prezzi aumentino, sia che diminuiscano: dipende dall’operazione che abbiamo impostato nel nostro ordine.

Lo strumento finanziario di solito preferito per fare trading con le commodities è il Contratto per Differenza di solito abbreviato con la sigla CFD.

Questo tipo di contratto è molto apprezzato, anche dai principianti, in quanto è molto facile da capire e da utilizzare: il valore di un CFD dipende esclusivamente dal valore di un altro asset finanziario.

Ad esempio, il prezzo di un CFD sull’oro ha lo stesso valore del nobile metallo in questione.

Se il prezzo dell’oro aumenta, sale anche il prezzo del CFD; se il prezzo dell’oro scende, diminuisce  anche il valore del CFD.

Se volessimo fare trading con l’oro, avremmo a disposizione due possibilità: comprare CFD sull’oro; in questo caso otterremmo un profitto quando e se il prezzo del minerale aureo aumenta.

Oppure potremmo vendere allo scoperto CFD sull’oro; ottenendo  un profitto quando e se il prezzo dell’oro scende.

Precisazione: si chiama vendita allo scoperto un’operazione speculativa al ribasso caratterizzata dal fatto di non dover acquistare l’asset prima di venderlo.

Non dobbiamo inoltre dimenticare la possibilità di moltiplicare i guadagni applicando una leva alle nostre operazioni.

Il valore della leva finanziaria varia in base al tipo di asset e anche in base alla tipologia del trader.

Come già accennato in altri articoli, la normativa europea ha introdotto delle limitazioni alla leva finanziaria che vengono applicate ai traders  reatail (cioè ai  principianti).

I traders  professionali invece possono usufruire di leve finanziarie molto più elevate.

Per aggirare questo ostacolo bisogna quindi chiedere al proprio broker di essere registrati come tali (con tutte le conseguenze che ne derivano); operazione che di solito può avvenire se si rispettano certi requisiti.

Altro fattore che rende così invitante utilizzare i CFD per fare trading di commodities è anche la mancanza di commissioni ed imposte di bollo da pagare.

Non è un caso, quindi, se i CFD sono lo strumento preferito dai traders professionisti ma anche dei principianti.