Cfd: Cosa Sono

Se vivi in Italia o in Gran Bretagna, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Germania, Svizzera, Singapore, Sudafrica, Australia, Svezia, Francia, Irlanda, Giappone o Spagna, puoi scegliere se investire oltre che nel trading Forex puro, anche sui CFD  più volte nominati nei precedenti articoli.

Contratti per Differenza
Contratti per Differenza

Negli Stati Uniti invece, i CFD non sono permessi a seguito delle restrizioni imposte dalla US Securities and Exchange Commission relative agli strumenti finanziari over the counter (OTC); mentre altri mercati come ad esempio quello di Hong Kong, prevedono di inserirli nel prossimo futuro. Ma di cosa si tratta effettivamente?

CFD: definizione

Il termine CFD proviene dall’acronimo inglese “Contract for Difference” la cui traduzione letterale è: Contratto per differenza.

Si tratta dunque di contratti (derivati) in base ai quali vengono scambiate le differenze di valore di un dato sottostante generate tra il momento di apertura e quello di chiusura della posizione.

Praticamente si compra o si vende un contratto che replica esattamente i prezzi dell’attività finanziaria sottostante senza però possedere il titolo in oggetto.

I CFD replicano il prezzo di un’azione, di un indice, di una valuta, di una materia prima, di un’obbligazione e di molti altri strumenti finanziari.

Inoltre sfruttano l’effetto leva e quindi al trader è richiesto di investire solo una piccola parte del valore totale dell’operazione.

Leva CFD

Fino a giugno del 2018 i broker offrivano leve che partivano da 100 fino ad arrivare a 400 (vedi articolo su effetto leva), ma da luglio dello stesso anno, l’ESMA ha posto delle restrizioni nel mercato Europeo, fissando dei limiti per ciò che riguarda le diverse leve applicabili.

Ed è così che ora abbiamo:

  • sulle coppie valutarie principali leva massima di 30:1;
  • su indici e altre coppie valutarie leva massima di 20:1;
  • su materie prime  ed indici minori leva massima di 10:1;
  • su titoli azionari: leva massima di 5:1.

Così come per il classico Forex, tradando con i CFD si potrà scegliere se aprire una posizione long oppure short in base alla propria previsione, speculando sia sull’aumento che sulla diminuzione dei prezzi.

Aprendo una posizione con un CFD, i traders (uno che vende e l’altro che acquista) invece di negoziare o scambiare fisicamente l’attività finanziaria, si ritrovano per scambiare denaro sulla base della variazione di valore dell’attività sottostante che intercorre tra il momento in cui l’operazione viene aperta e quello in cui viene chiusa.

Possiamo vedere i CFD come delle scommesse su una certa attività finanziaria che porterà ad un guadagno alla parte acquirente e conseguentemente una perdita alla parte venditrice nel caso in cui il valore del sottostante va ad aumentare.

Viceversa il decrescere del valore comporta un guadagno per il venditore e una perdita per l’acquirente.

Market Maker e Direct Market Access

I CFD sono  prodotti over the counter il cui trading è gestito o dal broker o da un intermediario finanziario (market maker).

Sono loro praticamente a decidere e gestire i termini di contratto, i tassi di margine e quali sottostanti siano disponibili per il trading.

Il trading avviene quindi  in base a due diversi modelli che possono avere conseguenze sul prezzo degli stessi strumenti in questione: il  Market Maker (MM) ed il Direct Market Access (DMA).

Il Market Maker è il metodo più comune dove il gestore di CFD decide il prezzo del sottostante e raccoglie tutti gli ordini all’interno del proprio pacchetto.

A questo punto il gestore di CFD investirà tali posizioni in base ai propri modelli di rischio.

Ciò significa che potrebbe semplicemente acquistare o vendere il sottostante stesso, oppure potrebbe anche passare per una serie di investimenti o consolidare le posizioni dei clienti e controbilanciare una posizione di ribasso di un cliente con una di rialzo di un altro cliente.

Ma indipendentemente dai modelli di rischio applicati, il contratto  è sempre e comunque tra il trader e il gestore di CFD.

La differenza principale tra un acquisto o una vendita diretta del sottostante e una serie di investimenti è che il prezzo può essere differenziato in confronto al semplice mercato.

Il Direct Market Access (DMA), è stato creato in risposta alla preoccupazione che il prezzo nel modello del market maker non corrispondesse a quello dello strumento sottostante.

Attraverso questa procedura la corrispondenza di prezzo tra CFD e strumento sottostante è garantita ed è possibile consultare tali prezzi nel registro di mercato, stando certi che non subiranno alcuna riquotazione, in quanto il gestore dei CFD ne garantisce una concreta contrattazione.

Storia dei CFD

Furono Brian Keelan e Jon Wood, entrambi dipendenti della UBS Warburg, ad inventare questo meccanismo finanziario, in occasione della loro trattativa con Trafalgar House a inizio anni ’90.

Possiamo quindi tranquillamente affermare che i CFD nacquero a Londra dove presero velocemente piede grazie anche al fatto che erano esenti da bollo (una tassa che l’Inghilterra applicava a molti prodotti finanziari).

Fu alla fine degli anni ’90 che i CFD  furono introdotti per la prima volta agli investitori commerciali.

Alcune società inglesi come IG Markets , CMC Markets e la GNI  hanno contribuito alla loro diffusione offrendo le prime ed innovative piattaforme online che davano la possibilità di  fare trading in tempo reale.

Non passò molto che gli investitori si accorsero che il reale vantaggio nel fare trading con i CFD non era tanto l’esenzione del bollo, quanto invece la possibilità di applicare l’effetto leva a qualunque attività sottostante.

E fu questa la svolta che determinò l’espansione dei CFD.

Le società che offrivano ai loro clienti i CFD colsero la palla al balzo ed ampliarono il portfolio degli oggetti finanziari cui applicare i CFD aggiungendo alle semplici azioni del London Stock Exchange  anche indici, azioni globali, commodity, titoli di stato e valute.

In pochissimo tempo questo modo di operare fu esportato in molti Paesi del mondo, esclusi alcuni come gli Stati Uniti.