Cambio Euro Dollaro Forex: Info Utili

Per analizzare fino in fondo il rapporto esistente tra una coppia di valute, prenderemo in esempio la coppia per eccellenza: EUR-USD.

Cambio Euro Dollaro Forex
Cambio Euro Dollaro Forex

Fino a non molti anni fa, quando era il dollaro statunitense a dominare il mercato, avremmo sentito parlare di USD-EUR (la prima valuta della coppia è di solito quella predominante), ma dal 2003 la situazione economica si è attestata stabilmente con il predominio dell’euro sul dollaro e quindi nel mondo del forex troviamo la coppia EUR-USD.

Poniamo il caso che oggi il tasso di cambio dell’euro sul dollaro sia di 1,1000.

Ciò significa che per ogni euro avremo in cambio un dollaro e 10 cent.

Al contrario: per ogni dollaro cambiato in euro avremmo solo 0,90 cent.

Questo discorso vale solo se per un qualunque motivo andiamo a cambiare dei soldi in banca; ma come interpretare (e magari sfruttare) questo discorso nel forex trading?

Nel mondo del forex  bisogna fare un ragionamento diverso: prima di tutto occorre considerare che ogni coppia di valute ha un prezzo legato alla domanda (chiamato Bid) ed uno legato all’offerta (detto Ask Rate) con cui si può comprare (nel primo caso) o vendere (nel secondo) quella coppia di valute in un determinato momento.

Il prezzo Bid consiste nel prezzo massimo che gli acquirenti sono disposti a pagare per acquistare quella certa coppia di valute, mentre il prezzo Ask è il prezzo minimo con cui i venditori cederanno la coppia di valute.

Tornando al nostro EUR-USD , per esempio, diciamo che avremo un prezzo Bid di 1,110 e un prezzo Ask di 1,100.

In tal caso potremo comprare 1 euro e vendere 1 dollaro e 10 cent (al prezzo della domanda), oppure vendere 1 euro e acquistare 1 dollaro e 11 cent. (al prezzo d’offerta).

La differenza tra il tasso d’offerta ed il tasso di domanda si chiama Spread.

Di solito più basso è lo spread e maggiore è il numero di transazioni in atto su quel determinato asset.

Tutti i broker e tutte le piattaforme danno la possibilità di investimento sulla coppia euro/dollaro essendo questa uno degli asset più utilizzati in assoluto dai traders di tutto il mondo, sia per ciò che riguarda il forex puro, sia per quelli che conosciamo come CFD ossia i contratti per differenza.

Quando si fa trading con i CFD si sta solo speculando sul valore di un asset comprato o venduto, senza però possederlo.  Cosa che invece avviene con il forex puro.

Così come avviene per tutti i cambi valutari del mondo, quello tra Euro e Dollaro è in costante variazione, subendo le conseguenze di molti fattori che ne determinano la salita o la discesa.

Si parla di politiche fiscali delle rispettive nazioni, livello dei prezzi in merito ai servizi e ai beni dell’Europa e degli Usa, prezzo del petrolio, notizie politiche e sociali di una certa rilevanza,  differenza  tra tasso di interesse della Banca Centrale Europea e la Federal Reserve Americana.

Andando più nello specifico devi tener conto prima di tutto degli orari di apertura e chiusura delle piazze (ossia delle borse) principali: quella Europea e quella Statunitense.

Le borse Europee aprono alle ore 9.00 del mattino e chiudono alle ore 17.00.

Ciò comporta un alto numero di operazioni nelle prime ore del mattino (c’è sempre chi vuol vendere o comprare), un numero che raggiunge il suo massimo dopo le ore 14.00; ossia dopo l’apertura delle borse Americane,  da cui si può sfruttare il tasso di cambio.

Dopo la chiusura delle ore 17.00 il mercato si va via, via a calmare.

Per tutta la notte poi i tassi di cambio rimangono normalmente  minimi con movimenti molto lenti.

Orari a parte, uno dei  fattori che maggiormente vanno ad influire sul tasso di cambio della coppia di valute EUR-USD  è l’annuncio del tasso di interesse.

Esso viene fissato direttamente dalla Federal Reserve degli Stati Uniti otto volte l’anno e dalla BCE in Europa con cadenza mensile.

Le date di questi annunci importantissimi per l’economia Statunitense, Europea e,  di rimbalzo, mondiale, sono riportate in tutti i calendari economici.

Questi dati sono un parametro fondamentale per tutti gli investitori, che comportano (normalmente) un movimento rialzista del tasso di cambio, lì dove vi sia un aumento del tasso di interesse, e al contrario, un movimento ribassista quando il tasso di interesse va a diminuire.

Un altro fattore determinante per l’andamento delle due valute in questione sono anche tutte le conferenze stampa ed a volte anche più semplicemente le sole riunioni della BCE (Banca Centrale Europea), di cui le prime a cadenza mensile e le seconde all’occorrenza.

I mercati divengono molto volatili dopo i discorsi e gli annunci del Presidente della BCE.

Altrettanto importante negli Stati Uniti è la pubblicazione a cadenza mensile del tasso di disoccupazione, da parte del Bureau of Labor Statistics ogni primo venerdì del mese.

I dati pubblicati si riferiscono al mese precedente e sono un tassello molto importante che determina la forza lavoro degli USA, quindi in grado di influenzare positivamente o negativamente l’andamento del dollaro.

Di conseguenza varia il tasso di cambio con l’euro.

In Europa invece, i dati riguardanti l’occupazione sono riportati singolarmente da ogni Stato appartenente alla zona Euro, e non hanno così un impatto altamente scatenante come negli USA, non essendo quindi un dato atteso, bensì conosciuto.

Altro dato su cui fare attenzione è il PIL, indice importante sulla salute economica di ogni Paese.

Come è prevedibile, un valore positivo, superiore magari alle attese, comporterà un apprezzamento della valuta di riferimento nei confronti della restante.

Oltre a questi dati macroeconomici che influenzano in modo determinante il tasso di cambio delle due valute, abbiamo poi dei fattori secondari (se così vogliamo chiamarli), la cui influenza è di solito minore, ma che è sempre bene tener sott’occhio.

Tra di essi troviamo la Bilancia Commerciale che indica se c’è un maggior numero di esportazioni o importazioni, i dati riguardanti la Vendita al dettaglio e l’indice dei prezzi al consumo: indicatori del grado di inflazione di una economia.

Infine ci sono quelli che vengono comunemente chiamati indicatori sentimentali ossia i dati relativi ai sondaggi sul sentimento degli investitori.

Il German Zew  Economic Sentiment, o  l’University of Michigan Consumer Sentiment Indicator sono esempi calzanti.

Essi danno delle indicazioni sulla percezione che il mercato ha su una certa economia, riuscendo così ad influenzarlo.

Ultimo fattore da tenere in considerazione è il rapporto esistente tra il calo del prezzo dell’oro e l’aumento del prezzo del dollaro.

Così come l’aumento del prezzo dell’oro è legato con il ribasso del dollaro.

Questo avviene per un meccanismo molto semplice: quando c’è la possibilità che la valuta possa perdere potere di acquisto gli investimenti si concentrano sul bene rifugio, come l’oro,; il quale di conseguenza  aumenterà di valore.