Analisi Intermarket

Qualcuno disse una volta che il battito d’ali di una farfalla che vola in Cina può influire sul percorso di un uragano nell’Atlantico.

Analisi Intermarket
Analisi Intermarket

A questo aforisma hanno applicato nel tempo tante piccole variazioni, ma il significato è sempre lo stesso; ossia che è tutto collegato e che una cosa successa dall’altra parte del mondo può influire sulla vita di chiunque.

E’ conosciuto come “effetto farfalla” e, strano a dirsi, ha a che fare, in un certo senso, anche con il trading.

Sto parlando dell’Intermarket, ovvero il fatto che mercati apparentemente distanti tra di loro, sono in qualche modo correlati, e subiscono l’uno le influenze dell’altro.

I movimenti del mercato globale, sia esso nazionale che internazionale, finanziario o non finanziario, sono molto spesso la conseguenza di eventi che legano e si susseguono tra diversi settori finanziari tra loro correlati.

Conoscere le relazioni che intercorrono tra i diversi settori finanziari può essere di grande aiuto per il trader, perchè gli permette di intervenire in anticipo prima che le conseguenze di un movimento di un asset influiscano sull’asset ad esso correlato.

Molto spesso infatti un’inversione di mercato su un certo strumento finanziario, fornisce un segnale anticipatore su ciò che accadrà di lì a poco sullo strumento finanziario ad esso correlato.

Si chiama segnale di tipo leading e rappresenta, per l’appunto, il vantaggio che questo tipo di analisi può offrirci.

L’analisi Intermarket studia l’andamento dei mercati in modo totale: obbligazioni, azioni, materie prime, tassi di interesse, l’inflazione, le valute, ecc… ; basandosi sul modello ciclico di Pring, secondo il quale i movimenti del mercato si possono  suddividere in 6 fasi:

  • La prima fase porta il prezzo delle Obbligazioni al rialzo ed i prezzi delle azioni e delle materie prime al ribasso;
  • Nella seconda fase si assiste ad un inizio di inversione del trend azionario da ribassista a rialzista, mentre quello delle materie prime resta ancora al ribasso. Viene quindi interpretato ancora come fase di recessione economica;
  • Nella terza fase invece assistiamo ad un momento di ripresa economica delle materie prime che si uniscono alla fase positiva dell’azionario e dell’obbligazionario;
  • La quarta è una fase di espansione economica, anche se l’inflazione comincia a salire e il mercato obbligazionario a scendere, mentre azioni e materie prime continuano al rialzo;
  • La quinta fase rappresenta la massima espansione economica in cui le materie prime continuano al rialzo, mentre l’azionario comincia la fase di discesa;
  • La sesta ed ultima fase vede invece un momento in cui tutti e tre i diversi mercati sono in fase di rallentamento economico ed il trend va al ribasso.

Dopo la sesta fase, il ciclo (che ha una durata totale di 48/60 mesi) riprende dalla fase uno.

Basandosi quindi sul ciclo di Pring, John Murphy, uno dei pionieri di questo genere di analisi ed autore del libro Intermarket Technical Analysis, pubblicato nel 1991, sviluppò i suoi studi sulla correlazione e sull’influenza che i mercati hanno tra di loro.

Per capire meglio le dinamiche alla base dell’analisi intermarket è bene approfondire il concetto della relazione esistente tra materie prime e tassi di interesse.

Queste due variabili, infatti, influiscono in maniera molto profonda con il mercato e con le 6 fasi sopra descritte.

Immaginiamo, ad esempio, che aumentino i prezzi delle materie prime (commodities); di pari passi aumenteranno i prezzi sostenuti da un’azienda produttrice e, di conseguenza, quello per i consumatori finali.

Ciò porterà ad un aumento dell’inflazione, al quale, le banche centrali reagiranno aumentando i tassi di interesse con l’intenzione di limitare l’aumento della liquidità disponibile, con l’obiettivo di ridurre i prezzi.

Detto questo, vediamo in breve quali sono le correlazioni tra le principali forme di mercato, secondo l’analisi Intermarket:

  • Azioni ed obbligazioni: le obbligazioni influenzano il mercato delle azioni; quando i prezzi dei bond sono alti si abbassano i tassi di interesse. E questo è positivo per il mercato azionario in quanto per le aziende sarà meno costoso prendere in prestito del denaro.  Inoltre più sono bassi i tassi di interesse e più sarà alto il valore intrinseco di una azione; ossia il suo valore attuale basato sui flussi di cassa futuri dell’azienda;
  • Bond e materie prime: i primi sono inversalmente correlati con le materie prime in quanto i prezzi dei bond scendono quando aumentano le aspettative d’inflazione. Le materie prime, al contrario, acquisiscono forza proprio quando aumentano i prezzi al consumo;
  • Valute e materie prime: bisogna tener conto che la maggior parte delle materie prime sono quotate in dollari. Detto ciò, nel mercato statunitense, un dollaro forte, significa prezzi delle materie prime bassi.  Per le altre valute un dollaro forte significa prezzi delle materie prime più alti e, di conseguenza, maggiori attese di inflazione.

In base a quanto detto fino ad ora, l’analisi Intermarket, osservando la situazione del mercato, cerca di prendere degli spunti per operare nei vari mercati del prossimo futuro.

Se ad esempio si noterà un forte trend ribassista del mercato obbligazionario, si potrà anticipare un cedimento analogo nel mercato azionario, ed allo stesso tempo prevedere il rialzo dei prezzi delle materie prime.

Da questo possiamo quindi dedurre che la differenza sostanziale tra l’analisi tecnica tradizionale e l’analisi intermarket è che la prima basa le sue decisioni sull’osservazione di un solo sottostante, mentre la seconda analizza in generale diversi tipi di mercato per individuare ed anticipare i movimenti di determinati asset correlati tra di loro in maniera diretta o indiretta.

Una buona strategia dovrebbe tener conto di entrambe, in quanto l’una non esclude l’altra; quanto piuttosto la completa.

Ricordandoci tuttavia che entrambe offrono solo degli spunti di ragionamento, dei semplici consigli, sui quali costruire un buon piano di investimento basato sempre sulla ragione e sulla prudenza.